Ucciso a cinque anni davanti all’asilo

(12 gennaio) Disegni, fiori, biglietti scritti dai suoi compagni di giochi. Fuori dalla scuola di via Lago si moltiplicano i messaggi di cordoglio per il piccolo Cristiano. Questa mattina il Comune ha anche transennato l’altare improvvisato da genitori e insegnanti. Tanti bambini che prima di entrare a scuola si sono fermati per una preghiera al loro amico, «un fiore colto da Dio», come recita uno dei messaggi. Prosegue senza sosta, poi, il corteo di conoscenti e amici alla casa della famiglia Pezzini.

(11 gennaio) Ha fatto quattro passi, non di più. Tra l’auto della sua mamma e il suv che l’ha colpito in pieno. Tra la vita, cinque anni di sorrisi e di giochi, e la morte, assurda nel parcheggio dell’asilo. È morto tragicamente sotto lo sguardo attonito della madre, ieri mattina in via Lago, Cristiano Pezzini, cinque anni appena di Borghetto Lodigiano. È stato travolto dall’auto di un altro genitore, C.F., residente sempre a Borghetto, che stava accompagnando il figlio a scuola. Un dramma consumato in pochi istanti, nel parcheggio della scuola materna comunale “Santa Gianna Beretta Molla”, sotto gli occhi atterriti di una bidella del plesso. Inutili gli avvertimenti della mamma, Lidia Andronic, 40enne di origini moldave, che aveva con sé anche la figlia Giorgia di soli 3 anni. Lasciata l’auto in un uno degli stalli più vicini all’ingresso, la donna ha solo avuto il tempo di avvertire il figlio. «Stai fermo che arrivano le macchine» avrebbe detto. Poche parole, quelle di qualsiasi mamma. Cristiano, però, aveva “fretta”. Di vivere un’altra giornata, di giocare con i suoi amici della materna. E così è sceso da solo dall’auto e ha fatto quei maledetti quattro passi. Gli ultimi della sua giovanissima vita.

Dall’ingresso del parcheggio arrivava il suv, un Chrysler, dell’altro giovane genitore di Borghetto, C.F, 30 anni. Anche lui con il figlio in macchina da lasciare alla materna, anche lui in ritardo di circa mezz’ora, dato che le porte della scuola sono aperte dalle 7.30 alle 9. Destini incrociati, dunque, che però non hanno lasciato scampo al piccolo Cristiano. Il suv l’ha preso in pieno, tanto che la testa del piccolo, nell’impatto, è finita proprio sotto la ruota anteriore destra del veicolo che, percorsa la strada di accesso al parcheggio, stava svoltando in direzione degli spazi di sosta, semi vuoti a quell’ora.

Secondo le testimonianze, pare che l’uomo al volante non si sia accorto di nulla se non delle urla della madre disperata. Tanto che la donna, sempre secondo altri testimoni, avrebbe urlato ancora all’uomo di «spostarsi da lì, di fare marcia indietro». Perchè sotto a quelle ruote c’era il suo piccolo Cristiano. Per lui, purtroppo, non c’è stato niente da fare. Il bambino è morto sul colpo per una grave lesione cranica. La donna, però, ha fatto l’unica cosa che poteva fare come madre. L’ha preso in braccio, lo ha spostato dal centro della strada e l’ha avvicinato alla recinzione della scuola e lì ha iniziato a cullarlo, nonostante il sangue, nonostante il suo cuore avesse già smesso di battere. Accanto a lei, anche il padre, Carlo Pezzini, 49 anni, molto conosciuto in paese per la sua attività di autoricambi per mezzi agricoli, a poche centinaia di metri dalla scuola, come la casa di famiglia. Ha tenuto stretta la compagna, piangendo per tutto il tempo necessario alle operazioni delle forze dell’ordine, il cappello da lavoro ancora in testa, lo sguardo di chi non crede ancora a quello che è successo.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della vicina stazione di Borghetto e del comando provinciale di Lodi, oltre alla polizia locale e ai sanitari del “118” che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del piccolo. L’uomo al volante del suv (che sarà accusato di omicidio colposo) era sotto shock ed è stato portato all’ospedale Maggiore di Lodi per accertamenti, mentre alla materna arrivavano il sindaco Franco Rossi, la responsabile dei servizi all’istruzione Luisella Sari, i genitori di altri alunni, increduli e sconvolti per la tragica sorte del piccolo Cristiano.

Poco dopo le 10.30 sono arrivati anche gli uomini delle pompe funebri Lucchini con il carro argentato e la piccola bara. Una volta posata a terra e aperta, però, sono stati i genitori ad andare verso il telo bianco che copriva il corpo del piccolo Cristiano. Uno da una parte, uno dall’altra, lo hanno posato loro nel suo ultimo “lettino”.

Disegni, fiori, biglietti scritti dai suoi compagni di giochi. Fuori dalla scuola di via Lago si moltiplicano i messaggi di cordoglio per il piccolo Cristiano

© RIPRODUZIONE RISERVATA