«Sviluppo e treni più efficienti»

Treni migliori per i pendolari e sostegno alla nascita di nuove imprese sul territorio, attraverso incentivi che “facciano gola” agli investitori. Candidato alla Camera alla 16esima posizione della lista Udc nella circoscrizione Lombardia 3, Giovanni Rossi riassume la sua sfida in un obiettivo: «Rilanciare l'attrattiva del Lodigiano». Ingegnere libero professionista, nato a Codogno, 44 anni, sposato da 12 e senza figli, Rossi dal novembre 2011 è segretario Udc nella “capitale della Bassa”. Ma la politica è da sempre una passione vissuta in prima linea: la militanza giovanile nell'allora Democrazia cristiana, l'esperienza successiva nel centrosinistra (per cui nel 2004 è stato candidato sindaco a Maleo), infine il ritorno al centro, l'approdo più coerente per chi, come Rossi, si definisce “moderato convinto”.Adesso la corsa alla Camera: come affronta questa sfida?«Con lo spirito di servizio di sempre e la passione che mi ha fatto fin da giovane amare l'impegno politico. La mia corsa ha il valore di una testimonianza di chi crede nel proprio territorio e nelle sue potenzialità». Nessun interesse per “poltrone” o stipendi da parlamentare?«Ho sempre vissuto del mio lavoro: della politica mi interessa il “servizio”, non la “casta”. È un piccolo esempio ma può servire sapere che da consigliere comunale a Maleo ho rinunciato al gettone di presenza». Se sarà eletto, quali saranno le sue priorità d'impegno per il Lodigiano?«La sfida primaria è quella del lavoro. Qui concentrerò il mio impegno».In che modo?«Innanzitutto affrontando le problematiche legate al pendolarismo, che ogni giorno riguardano lavoratori del Lodigiano e della Bassa che si spostano fuori provincia. Chi oggi viaggia in treno è “schiavo” di condizioni di viaggio assurde. Intervenire sul sistema della mobilità su ferro è oggi condizione imprescindibile». Progetti?«Penso solo a Codogno e alla sua stazione: qui il potenziamento del polo d'interscambio “ferro-gomma” andrebbe rilanciato, se ne parla da anni ma finora non si è fatto nulla. Sarebbe utile, invece, partire proprio da lì». E per l'occupazione in loco?«È l'altro aspetto del mio impegno. Il Lodigiano, la Bassa, hanno bisogno di rilanciarsi per attrarre nuovi investitori, per far sì che nuove aziende si trasferiscano da noi. Servono perciò infrastrutture di collegamento efficienti, ma soprattutto forme di incentivo utili ai Comuni per fare “marketing” al territorio. Perché non pensare di abbassare l'Imu sulle attività produttive? A Codogno, per esempio, è al 10 per mille». Altro? «Sempre per il lavoro: mi impegnerei per favorire forme di “consorzio” tra le nostre aziende per avviare micronidi per i dipendenti con figli. E lavorerei per modificare quell'ambientalismo di facciata dietro cui si trincerano gli enti locali. Perché è vero, l'ambiente interessa a tutti. Per tutelarlo non serve però guardare quanto si costruisce ma come lo si fa. Un'edilizia “green” potrebbe fare da volano all'economia locale».

Luisa Luccini

© RIPRODUZIONE RISERVATA