Superbonus, quanti problemi: la ricetta della Bcc Laudense
Fabrizio Periti

Superbonus, quanti problemi: la ricetta della Bcc Laudense

L’istituto lodigiano ha destinato all’acquisto del credito dai bonus statali un plafond di 30 milioni di euro

Tanta disponibilità a sostenere con l’acquisto del credito le iniziative di riqualificazione immobiliare legata al Superbonus 110 per cento, ma procedure burocratiche complesse e farraginose frenano l’operatività. Oggi solo il 10 per cento delle prenotazioni sono andate a buon fine. È la fotografia della situazione Superbonus 110 per cento fatta da Bcc Laudense, che all’acquisto del credito dai bonus statali ha destinato un plafond di 30 milioni di euro: gli interessati prenotano la cessione del credito, Bcc Laudense blocca le risorse, per procedere poi all’acquisto del credito una volta chiusa e certificata la pratica.

«C’è stato e continua ad esserci grande interesse attorno alla misura, e questo interesse ha rivitalizzato anche l’attenzione per i bonus ordinari, quelli per la sostituzione della caldaia o per la ristrutturazione semplice – spiega il direttore generale di Bcc Laudense Fabrizio Periti -. Questi ultimi hanno percorsi burocratici più percorribili, e quindi preferiti dai clienti anche se magari l’incentivo è minore». Perché una cosa si è capita con chiarezza: l’incentivo del Superbonus 110 per cento è appetibile, tutti hanno da guadagnare, ma riuscire a portare a termine la procedura non è facile né scontato. «Ci sono elementi che inficiano la validità della misura – continua Periti -. Da una parte c’è un’incertezza sui tempi e sulla scadenza, perché giugno 2022 è dietro l’angolo, si continua a dire di una proroga che intanto non arriva, mentre i problemi sulle materie prime e sulle forniture mettono a rischio la programmazione delle imprese. Dall’altra la normativa è piena di insidie, e spesso i professionisti pongono ostacoli alla certificazione».

E poi c’è l’aspetto burocratico. «Per avere un certificato in Comune o al catasto ci vogliono mesi, e questo rallenta le operazioni – prosegue Periti -. Non c’è un apparato burocratico pronto a sostenere la mole di richieste. Il Superbonus 110 per cento è una pratica che ha bisogno di tutte le componenti pronte a remare dalla stessa parte per funzionare, ma purtroppo non è così». Bcc Laudense ha aperto un plafond da 30 milioni di euro per l’acquisto del credito, e a livello di Gruppo le Bcc aderenti a Cassa Centrale Banca possono trasferire tra loro la disponibilità di acquisto del credito. «È una mole di risorse molto importante, ma il Lodigiano non mi sembra pronto ad approfittarne – conclude Periti -. Fatte 100 le manifestazioni d’interesse alla cessione del credito, 70 si trasformano in prenotazione vere e proprie, ma al momento ne sono andate a buon fine solo 7. Il rischio è che diventi una grande occasione persa».


© RIPRODUZIONE RISERVATA