Sul doposcuola a pagamentoè scontro in consiglio comunale

Frecciate a tutto spiano per il piano di diritto allo studio 2011-2012, che pure alla fine è passato con 21 favorevoli e 8 contrari. Ieri sera, durante il consiglio comunale, palazzo Broletto ha presentato il provvedimento che introduce le tariffe per i servizi pre e post scuola, una decisione che ha scatenato le proteste dell’opposizione: «Prima di mettere mano nelle tasche dei cittadini, la giunta avrebbe potuto tagliare gli sprechi», questa una delle accuse sollevate tra i banchi del Pdl.

«Per quanto riguarda il pre e post scuola - spiega il vicesindaco Giuliana Cominetti in aula -, introdotto dalle 7.30 alle 8.30 e dalle 16 alle 18 per sostenere le famiglie che lavorano, abbiamo fatto una piccola riflessione. Mentre su alcuni servizi è stato adottato il criterio della razionalizzazione, su questo punto è stato introdotto il pagamento di una quota di 90 euro all’anno per chi dovesse chiedere solo uno dei servizi e di 150 euro all’anno per chi dovesse optare per entrambi, con la possibilità di pagare a rate. Ci siamo confrontati con le tariffe di altri comuni, la nostra è comunque rispettosa delle difficoltà dei genitori. È capitato che alcuni studenti siano stati iscritti senza poi presentarsi».

Il primo a contestare il provvedimento è stato Andrea Dardi del Pdl: «Esprimo delusione per questa decisione, l’importo non è indifferente, cifre alla mano si parla di 45mila euro stimati per le famiglie su un costo totale di 170mila euro. Una scelta che si sarebbe potuta evitare con una gestione più oculata delle risorse, per esempio sul fronte della cultura, la gestione dell’assessore Andrea Ferrari è costellata da tante iniziative e a volte da insuccessi, come il concerto di fine anno con Tonino Carotone, una spesa folle. Migliaia di euro sono stati spesi per i cachet degli artisti, Lodi al sole è costata 59mila euro, una cifra assurda e scandalosa, in periodo di vacche magre bisogna fare scelte coraggiose, o si continua a spendere denaro oppure si rinuncia a qualcosa ». A rincarare la dose ci ha pensato il suo capogruppo, Lorenzo Maggi, il quale ha sottolineato che tra le pieghe del bilancio ci sono diversi sprechi, nell’elenco delle iniziative citate sono finite anche la Notte bianca e la Notte rosa: «In tempi in cui si deve tirare la cinghia gli sprechi si possono evitare, nel bilancio ci sono spese fuori dal mondo, discrezionali e inutili, semmai prima si tagliano queste voci e poi si ragiona delle tariffe. Ricordo che quattro giorni di Festival dei comportamenti umani sono costati 52mila euro».

Luigi Augussori della Lega nord ha sottolineato che «se la questione è quella di avere una migliore organizzazione del servizio, si è andati nella direzione giusta ma con il mezzo sbagliato» e ha chiesto la presenza dei vigili fuori da ogni istituto per garantire la sicurezza nell’attraversamento degli alunni.

Non è mancata la risposta della Cominetti, la quale con rammarico ha spiegato che ogni manifestazione ha una sua storia: «Sono dispiaciuta perché rispetto a un piano di quasi 3 milioni di euro si è vista solo la “pagliuzza”, se avessimo toccato la refezione scolastica l’esborso sarebbe stato maggiore, l’amministrazione ha fatto un grande sforzo».

Nella presentazione del provvedimento, infatti, il vicesindaco ha illustrato gli altri elementi più importanti: nessun ritocco per le mense dagli anni Novanta, scuolabus gratuito, contributi alle classi e nuove attività in programma.

Demetrio Caccamo del Partito democratico e Antonio Bagnaschi della Federazione della sinistra hanno dato man forte al piano di diritto allo studio, che dal loro punto di vista racchiude standard di qualità. Il sindaco Lorenzo Guerini è intervenuto per puntualizzare che le decisioni della giunta - dalle politiche fiscali alla scelta sui servizi - fanno parte di una strategia ben precisa, presa insieme agli assessori dopo un confronto e dopo aver ascoltato le esigenze della città.

In consiglio comunale a Lodi approda il piano per il diritto allo studio 2011-2012 e l’opposizione contesta la decisione dell’amministrazione che per la prima volta ha introdotto il pagamento del doposcuola. Per il centrodestra la giunta avrebbe potuto evitare il ricorso alle tariffe riducendo gli sprechi nel settore della cultura

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