Smog, la Regione dice no alle nuove centraline per il monitoraggio
Il tratto di Paullese tra Peschiera e San Donato, da tempo gli ambientalisti chiedono un monitoraggio costante dell’inquinamento nel Sudmilano

Smog, la Regione dice no alle nuove centraline per il monitoraggio

Respinta la richiesta del consigliere Di Marco (M5s), doccia fredda per le associazioni ambientaliste

Inuinamento atmosferico, è una “doccia fredda” la decisione del consiglio regionale della Lombardia di bocciare, nel corso della seduta di bilancio di previsione per il prossimo triennio, l’emendamento presentato da Nicola Di Marco, consigliere del Movimento 5 Stelle, che raccogliendo le istanze del mondo ambientalista sudmilanese aveva chiesto l’installazione di nuove centraline fisse di monitoraggio atmosferico. Obiettivo, quello di poter valutare sulla base di dati costanti e comparabili, la reale situazione dell’area del Parco Sud e delle vicine aree agricole. Quell’area – dice Di Marco – si sta trasformando sempre più in zona industriale, per non parlare del traffico che ogni giorno paralizza le arterie principali». Proprio sui rischi connessi al traffico che quotidianamente soffoca quelle che sono le principali vie di collegamento che tagliano il sudmilano, via Emilia e Paullese, ma anche Cerca e Binasca, sono da tempo accesi i riflettori delle associazioni ambientaliste attive sul Sudmilano e che denunciano ormai da anni la carenza di dati certi sulla reale portata dei livelli di inquinamento. Ad oggi, infatti, le uniche rilevazioni effettuate tra San Giuliano, San Donato, Melegnano e Carpiano, sono frutto di campagne “spot”, con centraline mobili che hanno raccolto dati considerati «parziali»


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