Segnalata ai carabinieri una bandiera fascista

Segnalata ai carabinieri una bandiera fascista

Insolito avvistamento a Tribiano

Dal balcone di una palazzina di via Umberto I a Tribiano sventola la bandiera fascista. Un’aquila nera che campeggia sul tricolore, il vessillo della Repubblica Sociale Italiana che un giovane tribianese ha pensato bene di esporre dalla propria abitazione. È stata posizionata alcune settimane fa, anche se è passata quasi inosservata (per la quarantena forzata), finché qualcuno se ne è accorto e ha informato l’Anpi di Lodi e di Milano che hanno chiesto l’intervento della Digos, Divisione investigazioni generali ed operazioni speciali della Polizia di Stato milanese. Tre sono state le segnalazioni fatte in forma ufficiale, mentre nel frattempo anche l’amministratore condominiale e un condomino sono intervenuti per chiedere al residente di togliere la bandiera. Di fatto però il vessillo fascista è stato ammainato solo dopo l’intervento dei carabinieri della stazione di Paullo, su segnalazione della Digos, che hanno bussato alla porta dell’inquilino prontamente individuato e gli hanno ordinato di rimuovere la bandiera della Rsi. Probabilmente il giovane non si era reso conto di quel che rappresentava quel simbolo. Ai carabinieri ha mostrato la ricevuta di acquisto (non era stato lui a ordinarla), scusandosi per il clamore che il suo gesto ha provocato. Fatto sta che per il momento non è stato denunciato, in quanto mancherebbe ogni volontà di “apologia” del fascismo. Resta la gravità del gesto, che è stato stigmatizzato dalle sezioni locali dell’Anpi (associazione nazionale partigiani italiani) di Paullo-Tribiano e Peschiera, ma anche dalle Anpi provinciali di Lodi e Milano. «È una gravissima provocazione che avviene nella ricorrenza del 75° anniversario della Liberazione dal nazifascismo e a poca distanza dal monumento dedicato ai martiri di Villa Pompeiana barbaramente trucidati il 26 luglio del 1944 dalle Brigate nere - dichiara il presidente provinciale Anpi di Milano Roberto Cenati -. L’ignobile gesto offende profondamente chi ha combattuto per la libertà di tutti noi e per i valori di solidarietà sanciti solennemente nella nostra Carta Costituzionale, estremamente attuali nella difficilissima fase di emergenza sanitaria, sociale ed economica che il Paese sta attraversando”. 
E. C.


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