SAN GIULIANO Una 49enne si “ribella” all’incubo dello stalking

La donna perseguitata per mesi dall’ex dopo la fine della loro relazione ha deciso di presentare una denuncia

Si risveglia da un brutto incubo grazie all’aiuto dei carabinieri. Quella di una 49enne di San Giuliano è probabilmente la storia di tante donne vittime di stalking dopo un amore finito. Una escalation tra appostamenti, pedinamenti e perfino minacce perpetrate da un 54enne piemontese, che è stato denunciato per atti persecutori e sostituzione di persona, con divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai suoi famigliari.

È stata la stessa vittima a raccontare la sua vicenda personale, «nella speranza che altre donne, come me, possano trovare il coraggio di rivolgersi ai carabinieri». Già, perché all’inizio nemmeno lei credeva di poter trovare aiuto. «Pensavo che le mie parole potessero essere accolte con un sorriso, disperse tra mille altre segnalazioni - racconta la vittima -. Invece no: i carabinieri mi sono stati vicini, mi hanno supportato in ogni modo, regalandomi la libertà che in questi mesi avevo perso e che stavano perdendo anche i miei familiari».

Eppure, all’inizio, sembrava tutto perfetto tra lei e il suo ex compagno, tanto che avevano anche iniziato a convivere. «Nell’aprile 2021 avevamo iniziato a convivere a San Giuliano, ma sono iniziate una serie di problematiche, che mi hanno portato a voler chiudere la relazione», racconta la vittima che, al culmine di un litigio, è stata anche aggredita, con le mani dell’ex compagno attorno al collo. A febbraio l’uomo è stato messo alla porta. «Ho chiesto di riconsegnarmi le chiavi e così è successo - prosegue nel suo racconto -. Per me era finita, tanto più che lui era tornato a lavorare e abitare in Piemonte, in provincia di Novara».

Invece no, è cominciata una lunga serie di atti persecutori che sono diventati mese dopo mese sempre più insistenti. «Sono iniziate le pressioni, le richieste d’incontro e le minacce - si sfoga la 49enne di San Giuliano -. Chiamate, sms, whatsapp in continuazione, che io blocco, interrompendo ogni forma di comunicazione». Per spiare la sua ex, l’uomo però non si rassegna e crea falsi profili social. Non basta: percorre quasi 200 chilometri giornalieri per pedinare quella che era stata la sua convivente.

«Dal 16 di febbraio fino alla fine di marzo si limitava a ossessionarmi con messaggi e mail, venendomi a citofonare a casa, poi è andata sempre peggio - si confida la vittima -. Insisteva di volermi vedere, si presentava a casa di mia mamma, ottantenne che soffre di ipertensione e minacciava di presentarsi sul posto di lavoro. Ero nel panico e ho deciso finalmente di rivolgermi ai carabinieri. Io mi segnavo tutto quello che succedeva, integrando la denuncia, di volta in volta, con quello che mi accadeva».

In un caso si è arrampicato sul pianerottolo, in un altro si è appostato nel garage tendendo un agguato alla sua ex che è riuscita a sfuggire, in un altro mentre lei era in caserma si è presentato a casa della mamma. «Da aprile ho fatto 7 integrazioni - precisa la vittima -. Ho dovuto cambiare la mia vita, avvertire i miei famigliari, il luogo di lavoro». L’incubo è finito nei giorni scorsi, quando la 49enne si è accorta di essere pedinata in auto dal suo ex, che è stato bloccato dai carabinieri e denunciato, “azzerando” ogni altro atto persecutorio che farebbe scattare la custodia in carcere.

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