Tavazzano: Salvatore Lepera non ce l’ha fatta, muore volontario della Croce bianca

Tavazzano: Salvatore Lepera non ce l’ha fatta, muore volontario della Croce bianca

L’ultimo turno come soccorritore a Sant’Angelo a inizio febbraio

L’ultimo turno come soccorritore risale a inizio febbraio. Poi lo stop forzato, il ricovero, la preoccupazione che si mescolava alla speranza, il tifo per la guarigione che gli arrivava costante dagli amici e colleghi volontari della grande famiglie della Croce bianca Sant’Angelo, ma anche da Tavazzano, dove viveva e dov’è stato anche impegnato a lungo con la protezione civile e da Lodi Vecchio, dove era stato tra coloro che aveva partecipato alla nascita della locale delegazione della Croce bianca.

Non ce l’ha fatta Salvatore Lepera, uno degli angeli del soccorso della Croce bianca di Sant’Angelo, marito e padre di due figlie. Dopo una dura battaglia e il ricovero all’ospedale di Vizzolo Predabissi, Salvatore Lepera, 60 anni, si è spento nella giornata di martedì.

Con immagini e parole, tanti i ricordi che si sono susseguiti sui social, in tempi in cui non è possibile far arrivare alla famiglia neppure un abbraccio di conforto e non sono consentiti i funerali. «Mai persona è stata più determinata di te a voler diventate un soccorritore, hai lottato fino alla fine, non ti sei mai arreso - hanno scritto gli amici e volontari della Croce bianca di Sant’Angelo sul profilo Facebook della sezione - . Nonostante le sconfitte hai dimostrato a tutti noi volontari che con impegno e determinazione le sfide si vincono. Questa però è stata una sfida ad armi impari. Questo maledetto virus ti ha preso con tutta la sua forza e ti ha trascinato con sé. Tutti abbiamo creduto che ce l’avresti fatta, ora potrai finalmente riposare dopo tanto combattere. Veglia su di noi caro Salvatore e proteggi le tue adorate figlie e tua moglie da lassù».

Con la voce rotta dall’emozione è lo stesso presidente della sezione santangiolina della Croce bianca Sergio Cerioli a ricordare il volontario. «La notizia ci ha lasciato sbalorditi e affranti, sconvolti da un grande dolore - ha detto Cerioli - : Salvatore era con noi da circa cinque anni, dopo una storia di impegno volontario con la Croce rossa. Una persona estremamente disponibile e preparata, ma anche di buona compagnia. Dove c’era lui, c’era il buonumore. Il decorso della malattia ci aveva portato, in alcuni momenti, a sperare nella ripresa e mi tenevo costantemente informato con la figlia».

Oggi l’emergenza Coronavirus ha ridotto temporaneamente di oltre la metà il numero di volontari disponibili. «Assicurare gli stessi servizi è diventata una sfida straordinaria e non posso che essere ancora più orgoglioso di essere alla guida di questo gruppo oggi, che sta dimostrando un sacrificio e un’abnegazione senza pari», ha aggiunto Cerioli.

In lacrime anche la comunità di Tavazzano con Villavesco. «Lo ricordo con particolare commozione e affetto - dice il sindaco Francesco Morosini - perché con lui ho condiviso tanti anni di lavoro nel coordinamento del gruppo di protezione civile, come tutti i volontari che lo ricordano come un fratello. Siamo a disposizione della famiglia e faremo di tutto per star loro vicino e assicurare loro anche un supporto psicologico tramite anche la disponibilità dei professionisti del servizio Sipem Sos Lombardia, che stanno collaborando con l’amministrazione di Tavazzano con Villavesco».


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