Rubavano batterie nel Sudmilano

Rubavano batterie nel Sudmilano

Un gruppo di nomadi riceveva la refurtiva su un’area di 4mila metri quadrati per rivenderla in Romania o estrarre rame e altri metalli

Una “montagna” di rifiuti proveniente da tutto il Sudmilano e dal Pavese. È la scoperta che i carabinieri e la polizia locale di Vigevano hanno fatto nei giorni scorsi nel Parco del Ticino, su un’area disboscata di circa quattromila metri quadrati nascosta dalla vegetazione. Non lontano dai rifiuti, c’erano anche alcune case in muratura, del tutto abusive, e una “baraccopoli” in cui alloggiavano molti nomadi. Ventotto quelli identificati, tutti pregiudicati, che svolgevano attività di smaltimento dei rifiuti da inviare in Romania. Sei di questi sono stati denunciati a piede libero.

In questo deposito i carabinieri hanno trovato di tutto. C’erano circa 10mila batterie asportate da automobili e altri mezzi, cinque tonnellate di bancali in legno, dieci quintali di copertoni, due auto bruciate, centinaia di televisori e altri elettrodomestici dismessi, pezzi meccanici di motore e ricambi di auto. Tutto materiale risultato in gran parte rubato.

L’area scoperta era frequentata infatti da gruppi di “predoni”, soprattutto nomadi, che portavano a termine i furti in molte parti del Nord Italia e poi lasciavano lì parte della refurtiva. I nomadi identificati erano in contatto con altri gruppi simili al loro, presenti con i loro accampamenti in particolare nella zona del Sudmilano (compreso San Donato) e del Pavese. Buona parte del materiale rubato, quindi, e portato in “discarica”, proveniva con tutta probabilità da questa zona. Anche se i furti, assicurano i carabinieri della compagnia di Vigevano, agli ordini del capitano Rocco Papaleo, che hanno condotto l’operazione assieme alla polizia locale del commissario aggiunto Gianluca Mirabelli, erano avvenuti anche in altre località del Nord Italia, fra Lombardia e Piemonte.

In questo deposito i nomadi estraevano dagli elettrodomestici il rame e gli altri materiali che potevano essere rivenduti, mentre le batterie venivano spedite in Romania per essere rimesse sul mercato o rigenerate. Le batterie infatti hanno un valore commerciale maggiore in Romania: lì ne viene estratto il piombo oppure vengono riparate e rivendute dopo essere state svuotate dell’acido solforico.

Per la prima volta inoltre le forze dell’ordine hanno applicato la norma “Terra dei fuochi”, ovvero l’articolo 256-bis del decreto legislativo in vigore dal 10 dicembre 2013: si tratta del delitto di combustione illecita di rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato.

Tre nomadi sono stati denunciati per questo particolare reato, altri tre invece sono finiti nei guai per furto aggravato. Altri ventidue nomadi invece si trovavano in quell’area, intenti all’attività di smaltimento rifiuti e smistamento degli stessi, e sono stati identificati. Tutta la zona è stata posta sotto sequestro.


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