Riaperti i centri massaggi cinesi

I negozi erano stati costretti a chiudere per presunte irregolarità, adesso il dietrofront spiegato dal comandante dei vigili: «È un settore senza regole»

I tre centri massaggi cinesi, che avevano abbassato le saracinesche a fine giugno, hanno riaperto i battenti. La serrata era stata imposta a seguito di irregolarità amministrative accertate dai vigili nel corso di una serie di controlli riguardanti gli aspetti igienico-sanitari, nonché il rispetto della normativa, ad esempio riguardo l’idoneità dei locali. In due casi non era stata presentata la Scia (documento di inizio lavori) in Comune, e ovunque era risultato assente il direttore del centro, figura prevista nelle attività di estetica. Ma i titolari degli spazi rispettivamente collocati in via Di Vittorio, via Salvemini e San Martino nei giorni seguenti si sono immediatamente attivati per sanare le procedure che non avevano eseguito correttamente. Dopodiché hanno puntualmente riacceso le insegne. Ha riaperto anche il negozio di via Di Vittorio, dove il sopralluogo dei vigili era stato preceduto da un’altra serrata il mese precedente, a seguito di un blitz dei carabinieri. In quel caso un uomo dell’Arma si era presentato come un normale cliente su appuntamento, chiedendo un massaggio. Una volta in cabina, si era trovato di fronte ad una ragazza vestita in abiti succinti che gli aveva offerto prestazioni sessuali. Quando il carabiniere aveva mostrato il distintivo la giovane orientale aveva reagito in modo aggressivo, tanto che nei suoi confronti era scattata una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. Anche in quel caso l’attività è poi rientrata in funzione, in quanto è emerso che per un provvedimento definitivo andrebbe dimostrata la continuità dell’attività di prostituzione e lo sfruttamento da parte del titolare. A distanza di un mese il negozio ha chiuso nuovamente per intoppi amministrativi, ma il gestore, come hanno fatto del resto i suoi colleghi connazionali, ha immediatamente provveduto a colmare le lacune in termini di documenti e carteggi, per poter ricominciare quanto prima. Fatto sta che i cittadini hanno notato che quella che sembrava una chiusura battenti dei centri benessere cinesi di San Donato si è tradotta in una breve pausa. «In realtà - spiega il comandante della polizia locale, Fabio Allais -, per quanto riguarda questo tipo di attività c’è una lacuna della normativa, dal momento che si tratta di centri di discipline bio-naturali, che sfuggono quindi ai regolamenti previsti per i centri estetici; nello specifico dovrebbero essere dedicati al recupero dello stato di benessere della persona, e di fatto non hanno alcuna regolamentazione». Insomma, non è prevista licenza e anche sul fronte igienico -sanitario non sono valide le regole a cui si devono attenere gli estetisti. Per questi motivi le vetrine orientali del territorio per il momento potranno continuare ad offrire massaggi ai potenziali clienti di questo tratto di hinterland.

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