Pedrazzini: «La cura ossigeno ozono mi ha guarito dal virus»

Pedrazzini: «La cura ossigeno ozono mi ha guarito dal virus»

Il deputato lodigiano è uscito dall’isolamento

«La terapia con ossigeno-ozono mi ha permesso di stare meglio e di guarire dal Covid-19». È la testimonianza del lodigiano Claudio Pedrazzini, il deputato di Cambiamo! che è stato colpito dal coronavirus. «Ho avuto la febbre a 38, fiato corto e i miei parametri erano monitorati mattina e sera dai medici – riferisce il deputato del gruppo misto – la malattia è durata 7\8 giorni, poi ho atteso le due settimane previste per la quarantena, quindi ho eseguito il doppio tampone che è risultato negativo. E ora non sono più in isolamento».

Già consigliere regionale di Forza Italia, Pedrazzini ha consigliato l’ossigeno-ozono terapia per combattere il virus. «Ne conoscevo già i benefici e per questo ho chiesto di poter fare questo tipo di cura, che è ormai inserita nel protocollo scientifico di diverse cliniche e ospedali, anche lombardi – sottolinea – consiste in un prelievo di una sacca di sangue, che viene aggiunto ozono e quindi il sangue viene reimmesso in circolazione, questo consente di abbassare la temperatura corporea e regolarizzare il battito cardiaco. In più si è scoperto che è davvero efficace come terapia complementare per le polmoniti interstiziali, che sono la patologia tipica del Covid 19». Il parlamentare ha raccontato di essersi sottoposto a questa cura più volte e alla fine si è davvero sentito meglio, recuperando forze ed energie.

Come sostenuto dalla società scientifica di ossigeno ozono terapia (Sioot), questo protocollo si ritiene migliori l’attività immunitaria, la capacità antivirale e certamente la saturazione dell’ossigeno nel sangue, uno dei maggiori problemi riscontrati nei pazienti Covid. Questo modello è per il momento applicato in 16 ospedali italiani, tra cui alcune strutture in Lombardia ed Emilia – come confermato ieri anche dal parlamentare lodigiano - il San Matteo di Pavia, l’Humanitas Gavazzeni di Bergamo, il Sant’Anna di Brescia, la clinica San Carlo di Paderno Dugnano e il Fidenza Parma.

«In questo modo si potrebbe favorire la cura a casa dei pazienti, prevenendo la fase acuta della malattia e alleggerendo così la pressione sugli ospedali», sottolinea Pedrazzini, che già dalla fine di marzo ha ripreso la sua attività politica come parlamentare: «Per il momento la gran parte dei lavori sono in videoconferenza, con una riduzione dell’attività d’aula e commissione per non avere assembramenti e contatti e così evitare possibili contagi».


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