Orti sociali, l’Asl esclude pericoli

Tutti lo confermano: nessun pericolo negli orti sociali di Selvagreca, dove la scorsa settimana sono stati scoperti nel terreno circa 15 chili di amianto. Ieri si è tenuto un vertice in Broletto al quale hanno partecipato Asl, Arpa, Astem e Comune, un incontro nel quale si è ribadito che la presenza di eternit non comporta alcun rischio alimentare e non compromette gli ortaggi coltivati, poiché il materiale è pericoloso se disperso in atmosfera attraverso delle fibre e quindi inalato.

Se da una parte per il Comune la bonifica del 2006-2007 è assodata, dall’altra la vicenda non si è ancora conclusa: i soggetti presenti alla tavola rotonda procederanno con ulteriori accertamenti su un totale di 24 lotti: si tratta dei 2 lotti dove sono stati ritrovati frammenti, i 9 lotti non ancora assegnati, gli 11 già assegnati ma non ancora coltivati e 2 su richiesta degli assegnatari. Dalle verifiche sono stati esclusi gli altri 40 lotti poiché le persone interessate non hanno rilevato né segnalato la presenza di materiali assimilabili al cemento-amianto.Nel caso in cui dovesse spuntare di nuovo in superficie l’eternit sarà necessario avvisare subito il Broletto.

Comune e Asl hanno intenzione di aggiornare gli assegnatari sugli sviluppi della situazione, l’appuntamento è già stato fissato per lunedì 8 luglio.

Al momento, fa sapere il Comune, non ci sono le condizioni per definire gli orti sociali di Selvagreca come area “inquinata da amianto”. In questo caso sarebbe necessaria una vera e propria bonifica. Anche ipotizzando una presenza uniforme di cemento-amianto, la concentrazione media stimata risulterebbe inferiore ad un decimo della soglia stabilita dalla normativa di riferimento.

Nel corso dell’incontro è stata effettuata una verifica sulle procedure adottate per la pulizia del terreno e la sua riqualificazione, eseguita tra il 2006 e il 2007. A questo proposito è stata accertata la correttezza dell’intervento in base alle prescrizioni di legge e alla natura dell’area, classificata come “verde” e mai sede di attività produttive dismesse. Quest’ultima circostanza, infatti, avrebbe reso necessaria una preventiva “caratterizzazione” del terreno, come dispone la normativa sulle bonifiche.

Il Movimento 5 Stelle ieri ha incontrato l’assessore Ferrari, i chiarimenti non sono bastati a Gabriele Maffi per seppellire l’ascia di guerra: «Ci è stato detto che su quel terreno non è stata fatta una vera e propria bonifica ma una pulizia superficiale, per noi questa è una leggerezza - dichiara -. Asl e Arpa avrebbero dovuto fare prima un’analisi a campione sul terreno, sarebbe stato un gesto di buon senso visto che su quell’area è stato buttato di tutto».

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