Olio sull’asfalto, la rotonda di Ospedaletto è una trappola per motociclisti
Lo svincolo al casello dell’A1 (archivio)

Olio sull’asfalto, la rotonda di Ospedaletto è una trappola per motociclisti

Altre due cadute dieci giorni prima dell’incidente del 24 agosto

Non solo la caduta di martedì. Alla rotonda di Ospedaletto, all’acceso del casello dell’autostrada A1, dieci giorni esatti prima un altro incidente ha visto protagonisti motociclisti finiti a terra per la presenza di una lunga striscia d’olio sull’asfalto. A raccontarlo è anche in questo caso una delle persone coinvolte. «Fortunatamente non ci siamo fatti nulla – spiega la donna, residente a Marudo con il marito -. Il voler rendere noto quanto ci è accaduto deriva dal fatto che abbiamo scoperto che non siamo stati i soli a cadere lì e quindi vogliamo che venga posta la giusta attenzione sull’area». La coppia stava rientrando nel Lodigiano in motocicletta quando, imboccata la rotatoria che si innesta poi sulla Mantovana, il botto. «Non procedevamo a forte velocità, per fortuna – prosegue la donna -. Abbiamo riportato qualche escoriazione alle ginocchia soprattutto, ma non siamo andati in ospedale».

Sul posto sono invece intervenuti gli agenti della polizia stradale e anche i vigili del fuoco di Casalpusterlengo. «Per rendere meno scivoloso il tratto hanno gettato del filler così che l’olio venisse assorbito - prosegue -. Ma era davvero una lunga striscia, anche mio marito mi ha detto che io stessa sono scivolata per molti metri. Nell’adrenalina del momento non mi sono accorta ma c’era tanto liquido sull’asfalto. Adesso stiamo ovviamente proseguendo l’iter per l’assicurazione, con la consapevolezza che ci è andata proprio bene».

A Piero Lampugnani e al figlio Marco, caduti martedì, sono stati diagnosticati alcuni giorni di prognosi, «noi invece ce la siamo cavata con poco, non siamo andati in pronto soccorso proprio perché sono state minime le escoriazioni» aggiunge la signora che ha deciso di raccontare la sua storia e quella del marito proprio per mettere ancor più in risalto il fatto che «un problema c’è. Prima noi, poi l’altro motociclista. Siamo già in due, ma quanti ce ne sono ancora? Quanti non hanno raccontato quello che gli è successo? Quello che voglio è quindi mettere ancora di più in luce il problema, perché una prossima volta potrebbe andare peggio ed è quindi necessario capire perché ci sono queste lunghe strisce d’olio sull’asfalto».


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