«Non c’è un “sì” alla logistica» La Provincia rinvia il verdetto

«Non c’è un “sì” alla logistica»

La Provincia rinvia il verdetto

Per l’ex cartiera di Vidardo si attende il Piano territoriale

«Solo un passaggio tecnico, non c’è nessun sì da parte della Provincia di Lodi alla logistica nell’area dell’ex cartiera di Vidardo». Dopo la pubblicazione dell’atto con l’esclusione dalla procedura di valutazione ambientale per la richiesta di nuovo insediamento logistico a Vidardo, il presidente della Provincia di Lodi Francesco Passerini puntualizza: «Per noi tutto sospeso fino al nuovo Piano territoriale comprensoriale provinciale».

La settimana scorsa era emersa la notizia di un via libera rispetto alla procedura di Valutazione ambientale strategica, non necessaria per i 43mila metri quadrati di nuovo potenziale insediamento logistico alla ex cartiera di Vidardo, proposto sette mesi fa dalla Isocell Precompressi Spa.

«Ma che la procedura di Valutazione di impatto ambientale as non fosse necessaria era quasi scontato dal momento che l’area è sottoposta a bonifica – spiega il presidente della Provincia Francesco Passerini -. Si è trattato di un passaggio esclusivamente tecnico, ma che non significa un sì politico alla nuova logistica, né tantomeno un’accelerazione rispetto all’iter complessivo».

Infatti, il via libera alle nuove logistiche può arrivare solo dal tavolo d’ambito, che fa sedere tutti insieme palazzo San Cristoforo e i Comuni interessati (Vidardo, Sant’Angelo, Marudo e Valera Fratta). «E il percorso burocratico-normativo non cambia rispetto all’esclusione o alla non esclusione dalla Valutazione ambientale strategica – afferma Passerini -. Di fatto il percorso tecnico può risultare più veloce forse, ma quello tecnico-politico, fondamentale per il via libera, non viene modificato per nulla».

In quella sede, palazzo San Cristoforo porterà avanti l’opzione di un rinvio: «Non entro nel merito della singola proposta, ma abbiamo già ribadito che per noi tutte le nuove richieste di logistica devono essere congelate fino almeno all’avvio della nuova proposta di Piano territoriale comprensoriale provinciale – conclude Passerini -. Nella nuova programmazione urbanistica provinciale, infatti, andremo a individuare alcuni criteri che metteranno chiarezza nei nuovi insediamenti, tra questi la valutazione di benefici e disagi su scala territoriale e non più solo comunale, l’individuazione delle aree prioritariamente vocate a logistica, il sistema delle compensazioni e delle loro ricadute. Quando quei criteri saranno stati valutati e condivisi dal territorio, allora avremo una cartina di tornasole che potrà guidarci per dire sì o no in maniera motivata alle nuove logistiche».

Andrea Bagatta


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