Zangrillo: «Nessun paziente affetto dal Covid-19 ha più bisogno della terapia intensiva»
Alberto Zangrillo

Zangrillo: «Nessun paziente affetto dal Covid-19 ha più bisogno della terapia intensiva»

Il primario di Rianimazione al San Raffaele conferma al «Cittadino» le dichiarazioni sulla scomparsa del virus che hanno diviso il mondo scientifico 

Fermo nel confermare con convinzione la sua tesi che dal «punto di vista clinico il virus non esiste più», il professor Alberto Zangrillo, primario della Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare dell’ospedale San Raffaele (nonché pro-rettore dell’Università Vita Salute del San Raffaele), in questi giorni è impegnato a illustrare con chiarezza le sue dichiarazioni che hanno diviso il mondo medico e scientifico a livello italiano e internazionale.

In un’intervista rilasciata ieri al “Cittadino”, il luminare del Gruppo Rotelli parla in modo risoluto di un quadro fatto di pazienti che arrivano in ospedale con sintomi lievi, profondamente diversi dai malati che aveva assistito nel periodo più brutto della pandemia.

Professor Zangrillo, tutti i giorni leggiamo i bollettini dei nuovi contagi: quando lei parla di scomparsa del Covid-19 dal punto di vista clinico, cosa intende dire?«Io almeno un mese fa avevo detto che avremmo dovuto imparare a convivere con il virus. Significa che il Covid-19 è tra noi come una moltitudine di altri agenti patogeni, virali e batterici, e che permane dunque anche un’interazione attraverso le vie aree con l’organismo ospite, ovvero l’uomo, ma senza che il virus produca la malattia».Se il virus non è più aggressivo, come mai in Italia continuano a morire decine e decine di persone con il coronavirus?«Non si tratta certo di malati che sono stati contagiati ieri, i numeri dei decessi si riferiscono a pazienti che hanno contratto il virus due mesi fa. Inoltre nel conteggio sono compresi i casi di 90enni con una serie di patologie croniche e che in aggiunta a queste sono risultati anche positivi al test del Covid-19. Pertanto non si può dire che siano morti a causa del coronavirus, che al massimo può avere aggravato una situazione già compromessa».Quando viene evidenziato il calo di pazienti nelle terapie intensive, si intende che il saldo è negativo, ovvero che sono più i malati che escono dalle terapie intensive rispetto a coloro che vengono intubati, oppure che nessun contagiato viene più attaccato al respiratore?«I dati significano che in Lombardia nessun paziente affetto da Covid -19 ha più bisogno della terapia intensiva».Il fenomeno è legato al virus che è diventato più debole oppure è in circolazione un ceppo meno aggressivo rispetto a quello di marzo e aprile?«La risposta a questo interrogativo la lascio ai virologi».Lei, in base agli elementi che ha a disposizione, ritiene che esista davvero l’ipotesi di una nuova ondata di Covid-19 in ottobre?«Io ritengo che chi afferma oggi, Festa della Repubblica, che ci sarà una nuova ondata dell’epidemia in autunno, sia in malafede». Quando ha divulgato le sue affermazioni si aspettava un’ondata di reazioni di tale entità?«Io personalmente mi confronto con il mondo scientifico reale, ovvero con medici e ricercatori che osservano e che rendono note le proprie conclusioni, per il resto stiamo assistendo a situazioni ridicole. Parlo da primario che ha vissuto per tre mesi in un ospedale dove sono passati 1200 pazienti affetti da Covid-19 in condizioni critiche. Il San Raffaele fa parte del Gruppo San Donato, che nell’emergenza si è affermato come punto di riferimento a livello italiano con circa 6mila pazienti assistiti nei propri ospedali e che credo debba avere quindi anche un ruolo di comunicazione».Ora che il coronavirus non fa più paura, quale deve essere secondo lei la priorità per gli ospedali?«Purtroppo il Sistema sanitario nazionale da tre mesi sta trascurando i pazienti oncologici, così come coloro che hanno patologie cardiovascolari e in generale i malati cronici. È assolutamente necessario tornare a svolgere una funzione di prevenzione e di cura nei confronti di questi soggetti che si sono trovati soli e disorientati». Lei a livello personale come si sente in questi giorni?«Sono molto stanco, ma al tempo stesso sono sereno e orgoglioso di avere detto la verità».n

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