MELEGNANO Condannato a quattro anni per le botte alla moglie
Il palazzo di Giustizia di Lodi

MELEGNANO Condannato a quattro anni per le botte alla moglie

La giustizia ha fatto il suo corso nonostante durante il processo la coppia si fosse riconciliata

Maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni aggravate, il tutto ai danni della moglie ma anche sotto gli occhi del figlio: sono le contestazioni, per episodi risalenti al 2014 e agli anni precedenti, che sono costate a un 60enne residente all’epoca dei fatti a Melegnano una condanna a quattro anni di carcere, con le sanzioni accessorie dell’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici, dei divieti di insegnamento. di svolgere ruoli in luoghi frequentati da minori, e anche dell’esclusione della successione ereditaria della persona offesa, cioè della propria consorte. Tecnicamente l'uomo non è stato condannato per le lesioni perché gli episodi sono caduti in prescrizione, risalendo a più di sette anni e mezzo fa.

Il sessantenne, dopo essere stato denunciato più volte dalla moglie, si era però sottoposto a un percorso di disintossicazione dell’alcol e dopo qualche tempo era tornato a vivere con lei e con il figlio, anche se in un altro comune del Sudmilano, E tuttora sono sposati. Ma la giustizia ha fatto il suo corso e ora l’uomo rischia di dover scontare la pena, anche se potrebbe evitare il carcere visto che la condanna è al limite dei quattro anni, a meno che non voglia giocare l’ulteriore carta del ricorso in appello.

La difesa ha cercato di evidenziare che quel periodo turbolento e di estrema aggressività era esclusivamente dovuto all’abuso di alcolici e a situazioni di stress anche lavorativo ed economico, senza però che ci fosse una perizia a indicare uno stato di intossicazione cronica che, solo in quel caso, avrebbe potuto essere invocato come attenuante per ridotta capacità di intendere e volere. Il tribunale collegiale di Lodi però ha tenuto conto del percorso di riabilitazione che risulta affrontato con successo dall’uomo e ha quindi riconosciuto le attenuanti generiche, bilanciandole con le aggravanti. Altrimenti la pena avrebbe potuto essere superiore ai cinque anni. Nel merito delle accuse, la donna aveva riferito di essere stata più volte picchiata a seguito di rimproveri per questioni di ogni tipo e anche di essere stata costretta a rapporti, accuse che secondo il pm Sara Zinone sono state provate, con una richiesta di pena analoga a quella poi inflitta dai giudici.


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