Marito e moglie uccisi dal Covid nella stessa notte
Un reparto di terapia intensiva

Marito e moglie uccisi dal Covid nella stessa notte

La coppia di Tribiano era ricoverata al Policlinico di San Donato

Sono morti nella stessa notte, tra lunedì e martedì. Marito e moglie, rispettivamente di 75 e 77 anni, sono le prime due vittime della seconda ondata del Covid-19 che ha investito Tribiano. Con loro salgono a nove i decessi registrati dal mese di marzo per il diffondersi dell’infezione. Un contagio che si è allargato a macchia d’olio, come testimoniano i numeri che sono raddoppiati, passando dai 30 casi di positività risultati in primavera a 60 oggi.

«La notizia della scomparsa di una coppia, una famiglia, mi riempie di tristezza - commenta il sindaco Roberto Gabriele -. I coniugi che hanno perso la loro battaglia col virus, erano seguiti e supportati dal nostro Comune. Nelle scorse settimane sono stati ricoverati al Policlinico di San Donato per le cure dopo l’insorgenza dell’infezione: la moglie aveva una situazione di grave compromissione delle vie respiratorie, ma il marito - tutto sommato - stava abbastanza bene. Ricordo che proprio lunedì era stato sentito dai nostri volontari; oggi (ieri per chi legge, ndr), nel corso della mattinata, ho ricevuto la comunicazione del suo decesso e di quello della compagna di vita». L’uomo soffriva di altre patologie, tra cui una forma d’ulcera la cui cura impediva la somministrazione di taluni farmaci anti-Covid. «Spesso i dottori e gli stessi pazienti si trovano in questa situazione, con la necessità di dosare i farmaci, scegliere tra una terapia e l’altra - dichiara il sindaco -: nel caso del nostro cittadino, la morte è sopraggiunta per l’infezione da Covid-19. Questo mi fa dire che una soluzione vera per debellare questa malattia non c’è ancora, speriamo nella celere diffusione del vaccino».

La coppia deceduta era di origine sudamericana, ma viveva a Tribiano da tanti anni. Data la precaria situazione economica viveva in una casa assegnata dal Comune. I due avevano una figlia, che tuttavia non abitava più con loro. «Come Comune vorremo fare qualcosa per i funerali una volta rintracciati i parenti più prossimi» annuncia il primo cittadino


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