Lodi, un piano per salvare la Fiera

Lo scorso giugno il Comune di Lodi ha sborsato 100mila euro per coprire parte delle perdite generate tra 2009 e 2010 dal polo fieristico di San Grato. Lodinnova (ente di gestione della Fiera) ha perso anche nel 2011 e nel 2012 (472mila euro lo scorso anno), ma quelle perdite non sono state ripianate. Con ogni probabilità (a meno di eventi straordinari da qui a dicembre) anche il 2013 si chiuderà in rosso e la nuova perdita si aggiungerà a quelle di 2011 e 2012, a carico degli enti pubblici (Comune di Lodi e Provincia), della Camera di commercio e, in misura molto inferiore, di Confartigianato e Unione artigiani. Pensare che il Comune di Lodi (che potrebbe presto aumentare le aliquote Irpef) debba nuovamente mettere mano al portafoglio per ripianare i debiti della Fiera senza scatenare malumore tra i cittadini è - in questo frangente economico - pura utopia. E anche gli altri soci “pesanti” poco possono fare, visto che la Provincia è destinata all’estinzione e la Camera è dotata di un margine di manovra economica limitato. Una grossa mano (probabilmente l’unica per non affondare) potrebbe arrivare invece dalla Banca Popolare di Lodi, che a suo tempo aveva concesso un cospicuo mutuo (circa 4 milioni), mutuo che in parte deve ancora essere rimborsato e le cui rate pesano sui conti della Fiera.

Entro una decina di giorni potrebbe essere pronta la bozza del progetto destinato ad avvicinare la Fiera e il principale istituto di credito del territorio. Compito non facile per il tavolo di lavoro, coordinato dalla Camera di commercio, che dovrà fornire le linee guida di un piano credibile, da sottoporre ai soci della Fiera e agli organi locali e centrali (Lodi e Verona) della Popolare. L’ingresso della Bpl nel capitale sociale della Fiera, tramutando in azioni parte del mutuo, non è affatto scontato. Un’altra strada potrebbe essere la rinegoziazione del mutuo stesso, anche se il problema di fondo (la forte esposizione finanziaria di Lodinnova) rimarrebbe.

Il quadro è complicato e anche se dalla Bpl attendono di vedere il piano prima di pronunciarsi, la sensazione è che i vertici della banca difficilmente si avventureranno in un’operazione in totale perdita. Intanto, mentre la Fiera brucia circa 26mila euro all’anno solo per Imu e Tares, fatica a decollare l’accordo con Verona Fiere per organizzare a Lodi eventi e manifestazioni in grado di attirare visitatori e generare reddito. Ironia della sorte, nel 2013 l’evento più importante organizzato in Fiera è stata l’assemblea dei soci del Banco Popolare, la banca che vanta un credito milionario nei confronti di Lodinnova.

© RIPRODUZIONE RISERVATA