Lodi murata, i lavori svelano altri “tesori” nel sottosuolo
Uno degli accessi alle strutture sotterranee

Lodi murata, i lavori svelano altri “tesori” nel sottosuolo

Sotto il Torrione le sonde individuano due piani interrati, scovato anche un nuovo tunnel

Riparte, dopo la pausa agostana, anche il cantiere di Lodi murata, pronto a valorizzare ulteriormente le bellezze sotterranee della città di Lodi, per metterle finalmente a disposizione dei visitatori. Dopo la scoperta dello scorso luglio, quando erano stati trovati gli elementi per confermare l’originalità della struttura di Porta Regale, i lavori sono proseguiti riportando alla luce altri piccoli capolavori della nostra storia locale.

«Le immagini raccontano sicuramente più delle parole in questo caso – afferma l’ingegner Sandro De Palma -, e raccontano la bellezza di queste strutture costruite nel Tardo medioevo: noi puliamo, illuminiamo, non aggiungiamo nulla, non facciamo altro che riportare alla luce quello che troviamo».

Nell’area di Porta Regale, ormai gli scavi hanno consentito di comprendere quasi totalmente la planimetria degli spazi: «Recentemente, ad esempio, abbiamo liberato dalle macerie di antichi crolli una scala: sapevamo che era lì, ma riportarla alla luce è qualcosa di emozionante. Ora stiamo lavorando su un cunicolo del 1300: dobbiamo mettere in sicurezza un punto in cui c’è stato un crollo, ma con i laser abbiamo visto che oltre il crollo il tunnel prosegue: dove ci porterà, non lo sappiamo».

È comunque evidente che sotto i nostri piedi c’è molto di più di quanto si potrà scavare in questa parte del progetto: «L’impresa, giustamente, fa il lavoro per cui è stata pagata negli spazi previsti dal progetto. Speriamo di poter proseguire e, negli anni, continuare le ricerche». Uno degli elementi affascinanti, ad esempio, è celato proprio sotto il Torrione: «Con delle apposite sonde siamo riusciti a vedere due piani interrati della torre, in cui nessun essere umano è più entrato da quando sono stati sigillati dagli austriaci, oltre due secoli fa. C’è anche una scala che collegava la torre rotonda con quella quadrata».

Le immagini e le parole appassionate di De Palma non fanno che aumentare la curiosità e la voglia di poter entrare in questi spazi, ammirare di persona la bellezza di quello che, probabilmente, è l’elemento più caratteristico, unico e affascinante della città di Lodi.


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