Lodi, la vendita di Lgh al colosso A2A: i consiglieri comunali rischiano di pagare
La sede dell’Astem di Lodi

Lodi, la vendita di Lgh al colosso A2A: i consiglieri comunali rischiano di pagare

In 23 nel 2015 votarono il sì in Broletto, la Corte dei conti li avvisa di un procedimento in corso: «Si doveva fare una gara pubblica»

«Deve prendere appuntamento al comando di via Vistarini per una notifica che la riguarda»: è la telefonata che stanno ricevendo dalla guardia di finanza i 23 consiglieri comunali di Lodi che la sera del 17 dicembre del 2015 avevano votato a favore dell’operazione di integrazione tra A2A e Linea group holding. L’invito è arrivato anche all’allora sindaco Simone Uggetti e al segretario comunale dell’epoca Silvio Masullo, al dirigente Giuseppe Demuro, e chi ha ritirato la notifica ha trovato una busta inviata dalla Procura regionale della Corte dei conti in cui si avvisa della “messa in mora” perché potrebbero, all’esito di indagini contabili in corso, venire a ciascuno richiesti danni, da risarcire al Comune, per aver dato il via libera alla vendita di quote di proprietà pubblica: il 51% di Linea Group Holding, partecipata al 15,9% da Astem Spa (a sua volta di proprietà del Comune di Lodi al 99,22%), a un soggetto imprenditoriale privato, A2A Spa. Secondo la Corte dei conti la vendita di quelle quote avrebbe dovuto essere oggetto di un bando pubblico per la ricerca, sul libero mercato, del miglior offerente. Ma non è finita: la Procura contabile contesta anche l’ipotesi di una non giusta valorizzazione della parte di azioni proprie con le quali A2A avrebbe pagato a Lgh il 46,44% delle quote, dopo aver rilevato il rimanente 53,56% in denaro. Queste le percentuali nella delibera consiliare, in realtà poi l’informativa ai mercati del 4 agosto 2016 indicava che il prezzo di acquisto, per 113 milioni di euro, sarebbe stato corrisposto per il 58% in denaro e per il 42% in azioni A2A, “a tre anni dalla data odierna, in funzione dell’effettiva realizzazione di alcuni progetti di sviluppo in corso”. I consiglieri della maggioranza votarono a favore non solo per indicazione politica ma anche rassicurati da autorevoli pareri di legittimità, in minoranza Lorenzo Maggi, ritenendo fosse necessario un bando, si era astenuto mentre per differenti motivi avevano votato “no” Luca Degano dei 5 Stelle, Giuliana Cominetti, i leghisti Matteo Boneschi e Sara Casanova, e per la sinistra Michela Sfondrini e Alice Sari. Ora a seguito di un esposto del consigliere regionale pentastellato Marco Degli Angeli la Corte dei conti ha acquisito gli atti mentre a ottobre, sulla base di un parere legale contrario, il Comune di Lodi è stato l’unico a non approvare la proposta di fusione A2A - Lgh, considerata evoluzione strategica dell’alleanza del 2015.


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