Lodi, due ristoratori “disobbedienti” hanno aperto i locali nel fine settimana
Uno dei locali aperti nel fine settimana in Lombardia per l’iniziativa “Ioapro” (Foto by LaPresse)

Lodi, due ristoratori “disobbedienti” hanno aperto i locali nel fine settimana

In tutto 25 coperti fra venerdì e sabato sera: «Una protesta pacifica»

Porte aperte e una manciata di clienti seduti a tavola, nonostante i divieti. Niente di paragonabile all’epoca pre-Covid, ma solo una forma di «protesta silenziosa e pacifica, rispettando il distanziamento, per dire che siamo alla canna del gas». A dirlo è Alberto Franceschini de Il Lupo Cattivo, uno dei ristoratori lodigiani “disobbedienti”, che ha scelto di tenere aperto il locale nelle serate di venerdì e sabato, aderendo alla manifestazione di protesta del settore “Io apro 1501”.

Venerdì sera nel locale di via Guido Rossa - 800 metri quadrati su due piani, 120 coperti in tutto in epoca pre-Covid, ridotti in estate ai 30 all’interno e 30 all’esterno -, c’erano otto persone e tredici hanno invece cenato qui sabato sera. «La risposta ricevuta dai clienti mi ha fatto piacere, in tanti si sono offerti di venire qui a cena, anche se ho detto di no quasi a tutti perché non volevo creare assembramento, ma solo protestare pacificamente e in modo simbolico e nessuno di loro ha pagato - spiega - : ho aderito per far capire che siamo il settore più penalizzato dai vari decreti e dover speso ulteriori somme per adeguarci, siamo di nuovo costretti alla chiusura. La situazione è drammatica e l’asporto non è una soluzione per noi. Mi sono rivolto al mio legale per avere consiglio su come tutelarmi».

La polizia è arrivata sabato sera, quando nel locale non c’era nessuno però. «Avevo chiarito che alle 22 il locale avrebbe dovuto essere vuoto e così è stato, tutti i clienti-amici se ne sono andati prima: al momento niente sanzioni».

Anche Salvatore Quattrocchi, del ristorante pizzeria Wasken Bar, ha tenuto aperto venerdì, sabato e domenica sera. «La risposta non è stata esagerata anche perché forse non lo sapeva nessuno - spiega - : venerdì c’erano quattro persone e sabato nessuno. Lo rifarei assolutamente perché la nostra è la categoria più penalizzata e così non si può andare avanti. Abbiamo ricevuto visite dalla polizia sabato, ma nel locale non c’era nessuno. Ho trovato comunque persone disponibili a comprendere le ragioni della protesta».


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