Lavorare alla Malpensata con l’incubo dei ladri
Il centro commerciale Le due Torri all’ingresso della Malpensata (Foto by Ribolini)

Lavorare alla Malpensata con l’incubo dei ladri

Viaggio nel quartiere produttivo di Sant’Angelo dove per l’ennesima volta è stati violato anche il centro commerciale

C’è chi ci è passato già cinque volte, con incursioni e danni sempre in piena notte. Come Ivan Scheggia, titolare del Bar 8, parte del complesso del centro commerciale Le Due Torri con affaccio su piazza Caduti di Nassirya. E chi ha vissuto sei tentativi di incursione tra il 2014 e il 2016, con la sveglia in piena notte, la corsa in negozio, i danni da ripristinare, come Antonio Ronchi, dell’edicola tabacchi del centro commerciale. Il colpo messo a segno sabato notte al supermercato MD, da un commando a volto coperto che ha fatto razzia di televisori di ultima generazione, phon e altri elettrodomestici, nel cuore del centro commerciale Le Due Torri, per diversi commercianti e artigiani che lavorano nella zona Malpensata è un’odissea già vissuta. E in tanti qui si sono attrezzati, e blindati, per non rivivere quell’incubo. Ieri mattina, qui, non si parlava d’altro, dopo un periodo di calma sul fronte delle incursioni. «Ho subito cinque furti al bar, tutti in piena notte, intorno alle 3 e per cinque volte ci siamo trovati ad affrontare danni e conseguenze oltre alle perdite per il furto - spiega Ivan Scheggia del Bar8 - : oggi praticamente mi sono allestito un bunker per la sala giochi che Fort Knox mi fa un baffo, con tanto di lastre di acciaio nelle pareti. Il problema però non dovrebbe essere risolto da noi cittadini». Antonio Ronchi ha investito 40 mila euro per la sicurezza, per una porta d’accesso al negozio più che blindata, con tanto inferriate in grado di trasmettere corrente ad alta tensione, per scoraggiare i malintenzionati. «In due anni abbiamo subito 6 incursioni, erano scatenati e mi sentivo preso di mira - racconta Ronchi - : l’ultima volta, dopo aver installato la porta, hanno mollato tutto e sono scappati via e da allora non sono più tornati. Oggi nella zona ci sono le telecamere, ma da sole non risolvono il problema». «Noi ci siamo dotati di vigilanza privata, con un’auto che gira ogni notte per verificare e il personale è autorizzato a verificare la chiusura di ogni porta, oltre agli allarmi, perché non possiamo contare solo sulla forza pubblica - spiega Marzia Scolari, titolare della Rozza Noleggi, anche una delle “sentinelle” di Confartigianato Imprese della Provincia di Lodi nella zona della Malpensata - : oggi in più ci sono le telecamere a vigilare sugli accessi, anche grazie al lavoro di Confartigianato e del Comune». Palazzo Delmati ha investito 70 mila euro per videosorvegliare le due zone artigianali della città - Malpensata e Maiano - , ma secondo gli imprenditori sarebbe importante una maggior presenza delle forze dell’ordine. «Vent’anni fa ci siamo passati anche noi - spiega Alberto Amici della Co.Val.Sa. che si occupa di valvole industriali - e oggi anche noi abbiamo telecamere e allarmi, oltre alla vigilanza privata, ma non sono precauzioni risolutive. Servirebbero più passaggi dell’ordine dell’ordine».


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