La tragedia del Pilatus, parlano i comitati: «Servitù aeronautiche? Non sono più adeguate»
Il presidio delle forze dell’ordine sul luogo dell’incidente (Canali)

La tragedia del Pilatus, parlano i comitati: «Servitù aeronautiche? Non sono più adeguate»

Il Coordinamento No Fly Zone Italia interviene sui problemi di convivenza con lo scalo di Linate

Ad una settimana dal tragico incidente costato la vita ad otto persone, nello schianto di un piccolo jet privato contro la palazzina Atm nell’area del Terminal Metropolitano di San Donato, tornano a far sentire la loro voce i rappresentanti dei tanti comitati sorti attorno agli scali aeroportuali e che, riuniti nel “Coordinamento No Fly Zone Italia” da anni chiedono «serie riflessioni su sicurezza e tutela per chi vive e lavora nei pressi degli aeroporti». Il Coordinamento, che raccoglie una quindicina di comitati attivi da anni, torna così a «denunciare le criticità correlate al rischio incidenti aerei nell’intorno di Linate, analoghe a quelle di tutti gli aeroporti italiani circondati da quartieri, scuole, ospedali ed aziende a rischio incidente rilevante. In 20 anni ben tre incidenti a ridosso e dentro il sedime del Forlanini hanno evidenziato la vulnerabilità di un contesto nel quale le “servitù aeronautiche” non sono state adeguate e sistematizzate».

Secondo i portavoce del coordinamento, che hanno trasmesso una nota ufficiale a Enav, Enac e Ministersi competenti, «nonostante la Legge n. 58 del 1963, il Decreto 96/2005, successivo all’incidente del 8 Ottobre 2001 di Linate, con l’adozione del Piano di Rischio, del Rischio terzi con le “curve di isorischio”, e la promulgazione delle Mappe di Vincolo, non è stata risolta l’enorme criticità della coesistenza tra aeroporto, territorio e comunità dei cittadini», problematiche che anzi l’incidente occorso una settimana fa al Pilatus.PC12 rende ancora più evidenti, imponendo, sostengono dal Coordinamento, «alcuni importanti interrogativi». «Come fronteggiare le ricadute ed il rischio incidenti - ribadisce il coordinamento -, oltre all’impatto ambientale in genere, se il masterplan approvato dalla Commissione VIA-VAS nulla dice in merito all’incremento del numero dei voli? Come assicurare la sicurezza della Navigazione Aerea da un lato e la tutela dei cittadini e del territorio dall’altro? È indispensabile che sia fissato un numero massimo di voli sia giornalieri che annuo, un limite/tetto rapportato al “carico antropico”, agli indici di affollamento di scuole, ospedali, aziende a rischio incidente rilevante». Non solo: «Appare chiaro ed evidente a tutti, non fosse altro che per il triste record detenuto dall’aeroporto di Linate, che la contiguità tra voli commerciali di linea e voli civili privati deve essere come prima misura sospesa in urgenza. Dopo questo incidente anche le attività di aerotaxi, di Aviazione Generale e delle aerolinee devono essere analizzate e riesaminate nel quadro della casistica/statistica risk assessment».n


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