La passerella ciclopedonale sulla Muzza tra Cervignano e Mulazzano continua a restare chiusa

La passerella ciclopedonale sulla Muzza tra Cervignano e Mulazzano continua a restare chiusa

Il passaggio è transennato dalla scorsa estate, biciclette costrette a percorrere il ponte in balìa del traffico pesante

Tutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine ma a Cervignano d’Adda la Pandina rimane sempre un tasto dolente. Riqualificati ormai da tempo gli asfalti e la segnaletica orizzontale da parte della Provincia di Lodi, dopo le ripetute segnalazioni avvenute da parte dei Comuni di pertinenza, ora la questione che è rimasta in sospeso riguarda il transito lungo la passerella ciclopedonale.

Chiuso la scorsa estate, infatti, il passaggio a disposizione dei pedoni e delle biciclette, non ha più visto la luce e, ancora oggi, è rimasto transennato per impedirne il transito.

Correva il mese di giugno quando il ponticello, dopo la segnalazione avvenuta da parte del sindaco di Mulazzano Silvia Giudici, fu chiuso definitivamente: «Sarebbe stato un rischio lasciarlo accessibile» sottolineavano, infatti, le sue parole all’epoca. Ma i lavori di sistemazione della passerella in legno che collegava i Comuni di Cervignano e Mulazzano percorrendo la strada provinciale a lato della carreggiata, non hanno mai preso il via. Situazione ripresa anche della voce del sindaco di Cervignano d’Adda Maria Pia Mazzucco: «Si trattava di un comodo collegamento che metteva in comunicazione Mulazzano e Cervignano fino ad arrivare a Melegnano - dichiara, infatti, il primo cittadino -: ma la problematica sarà sentita nuovamente dai cittadini con l’arrivo della primavera». Utilizzato abitualmente nella bella stagione da chi si dilettava a praticare jogging o lunghe camminate all’aria aperta, nei mesi estivi la chiusura del ponte aveva costretto le bici a spostarsi sul ponte in cemento, destinato però al transito dei veicoli. Ma questo è un altro capitolo ancora che aveva sollevato anche la voce del gruppo di minoranza Cervignano doc che ribadiva la necessità di controlli di stabilità sul ponte che attraversa il canale Muzza, «percorso abitualmente da mezzi pesanti in maniera sempre crescente».

Non solo automobili, infatti, ma anche camion che transitano abitualmente, dove permane il restringimento della carreggiata ma non tutti rallentano la loro corsa.


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