Il pronto soccorso torna a riempirsi per i casi “non urgenti”: «Così si rischia una nuova impennata dei contagi»

Il pronto soccorso torna a riempirsi per i casi “non urgenti”: «Così si rischia una nuova impennata dei contagi»

In 36 ore più di 130 pazienti con codici bianchi e verdi

Oltre 100 codici verdi in meno di 36 ore e 37 bianchi. Il pronto soccorso di Lodi è tornato a riempirsi di persone con problemi minori. Tutte visitabili dal medico di famiglia. Ieri mattina, intorno alle 13, di fronte al pronto soccorso cosiddetto “pulito”, riservato ai pazienti senza covid, la fila di ambulanze in coda arrivava quasi fino all’ingresso della rampa di accesso di viale Savoia. Dalla mezzanotte del 25 maggio alle 12.40 di ieri, erano transitati in pronto soccorso 188 malati, 37 in codice bianco, soprattutto di giovane età, tra i 20, 30, 26, 24, 41 e 50 anni, 105 in codice verde, 6 in codice rosso e 40 in codice giallo. E non sono mancati momenti di tensione e proteste per le attese di due ore dei pazienti in codice bianco. Il primario del pronto soccorso Stefano Paglia è preoccupato, il pericolo è che l’epidemia possa ripartire. Più volte, in questi giorni, ha lanciato l’appello affinché i cittadini vadano in pronto soccorso solo con il 118 e per problemi urgenti. Gli altri dovrebbero rivolgersi al medico di famiglia.


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