Il polmone verde di Lodi vuole tornare a respirare

Il polmone verde di Lodi vuole tornare a respirare

Prosegue la battaglia per difendere l’integrità dell’Isola Carolina, ecco le voci di associazioni e cittadini

Non un semplice parco, ma un vero e proprio bosco in centro città: la questione della riqualificazione dell’Isola Carolina continua a destare dissapori tra cittadini e i comitati del territorio non intendono mollare la presa ma far sentire la propria voce al fine di salvaguardare il polmone di Lodi.

«Non siamo favorevoli all’arretramento della recinzione di viale Dalmazia – commentano Antonella Rossi e Daniela Riboni, del “Comitato Isola Carolina” -. Si tratta di tagliare una fetta di parco, oltretutto, quella più vissuta dai bambini, per scopi prettamente commerciali vista l’intenzione dell’amministrazione di collocarvi un bar. Tra l’altro, nonostante 10mila persone contrarie, abbiamo come interlocutore una giunta che continua imperterrita nel suo progetto e, senza problemi, avrebbe abbattuto un centinaio di alberi sani».

Tante ancora le voci di associazioni e cittadini che proseguono la battaglia verso un progetto condiviso volto alla miglioria del parco: «Con i 400mila euro stanziati dal Comune, si potrebbe dar precedenza ad interventi prioritari – fa presente Roberto Cracolici, in rappresentanza di Cleba (Comitato Lodigiano eliminazione barriere architettoniche) -. I viali da riasfaltare, inagibili e pericolosi, e l’istallazione di giochi che siano inclusivi. Siamo in attesa di un incontro con assessore Alberto Tarchini e architetto Roberto Munari – prosegue Cracolici - e saremmo lieti di poter fornire il nostro contributo per progettare insieme un parco accessibile».

Tra i principali fruitori del parco, persone anziane, scolaresche e i più piccini: «A nome di Codeg (Comitato genitori democratici) – commenta Tina Lomi Signoroni – chiediamo che l’Isola Carolina rimanga com’è. È bellissima così e non vogliamo assolutamente perda il suo spirito. Semplicemente che venga provvista la presenza di giochi, attrezzature e servizi. Tra l’altro – prosegue - avevamo richiesto che l’edifico ad uso di “Parco Adda sud” potesse essere adibito a ludoteca, di cui il Lodigiano è sprovvisto, ma l’idea ci è stata respinta».

A far sentire la sua voce anche “Fiab Ciclodi” che sottolinea l’importanza di un parco accessibile a tutti, anche alle biciclette, con un’area ciclabile: «L’arretramento della recinzione va a diminuire l’area salvaguardata del parco – commenta Giuseppe Mancini, il presidente -. Anche l’ampliamento dell’edifico “Parco Adda sud” non ha nulla a che vedere con le necessità dei cittadini. Riteniamo che l’amministrazione abbia il dovere di favorire la condivisione delle idee riguardo il futuro di un parco tanto amato dai Lodigiani».

Nato nei primi anni Cinquanta, nel corso di decenni il parco è diventato un vero e proprio ecosistema, habitat naturale di flora e fauna: presenti anche il picchio e il riccio, specie protette oltre che noci del caucaso, sequoie albine, magnolie e platani. «In qualità di vicepresidente dell’associazione “Amici animali Odv” di Lodi – spiega Emanuele Arensi – ci schieriamo a favore della salvaguardia di quest’area dove, tra l’altro, esistono tre colonie feline costituite da 35 animali. Non ci piace l’idea che si possa ridurre quest’area di 50mila metri quadrati del 25 per cento (più di 12mila metri quadrati) quando le normative prevedono l’aumento delle aree verde e la riduzione di consumo di suolo. Vogliamo che gli spazi verdi in ambito urbano vengano ampliati, non ridotti».

E ancora l’avvocato Laila Pensa che fa appello alla legge che impone l’obbligo da parte del Comune di un consenso da parte della cittadinanza, e di Debora La Pusata di “Parteciparco” a nome delle mamme di Lodi che intendono vivere la città in maniera ludica e comunitaria senza la necessità di interventi costosi: «Abbattiamo le barriere, non gli alberi – commenta -. Preserviamo la natura di un parco che viene tramandato da generazioni e rendiamo accessibile a qualsiasi abilità. Non intendiamo essere la generazione che si macchia dell’abbattimento di questi meravigliosi alberi che garantiscono ombra e frescura oltre che aria pulita».

Una parete di arrampicata, un percorso avventura e una casetta sull’albero: questi i desideri dei più piccoli, Davide (otto anni) e Riccardo (10 anni) che fanno presente la mancanza di giochi per tutte le età.


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