Il metano prodotto con i rifiuti farà viaggiare i camion: un distributore a Tavazzano

Entro l’estate si potranno rifornire i tir già predisposti per il gas naturale liquefatto, il combustibile sarà prodotto da scarti agricoli

Un nuovo impianto di biometano liquefatto in arrivo a Tavazzano prima dell’estate, altri sono in studio e potrebbero diventare operativi entro l’anno. Il Lodigiano all’avanguardia nella produzione di bioGNL, nuovo carburante pulito per autotrazione proveniente da reflui zootecnici o dalla frazione organica dei rifiuti urbani. Il primo rifornimento in Italia con questo tipo di carburante è avvenuto a Rimini il 5 novembre scorso con biometano liquefatto prodotto dall’azienda Lucra 96 della famiglia Toninelli proprio nel Lodigiano. L’impianto nuovo sarà costruito dalla 2Lng Srl, azienda del gruppo Holdim specializzata nella progettazione e costruzione di liquefattori di metano, che sta realizzando sei nuove strutture in tutta Italia e per altre 10 è in attesa di autorizzazione. La notizia arriva dopo l’acquisizione da parte di Tpi Tecno Project Industriale Srl (società del gruppo Siad), leader nella realizzazione di impianti di upgrading di biogas, di una importante quota societaria di 2Lng.

Le prime unità produttive in arrivo saranno a Bergamo, Brescia e Lodi, a Tavazzano. Qui sarà riconvertito un esistente impianto a biogas per la cogenerazione di elettricità, secondo un modello che anche altre quattro aziende agricole lodigiane stanno perseguendo, con relative autorizzazioni provinciali. I liquefattori da reflui zootecnici sono in grado di produrre fino a 10-13 tonnellate al giorno di biometano liquefatto, che poi viene venduto per autotrazione. Gli impianti consentono di valorizzare gli scarti agricoli e zootecnici delle aziende agricole locali utilizzandoli per la produzione di biometano liquefatto, e sono completati da apposite stazioni di servizio per la fornitura di bionGNL in forma liquida e bioGNC in forma compressa alle aziende logistiche locali. Il biometano viene prodotto dal trattamento dei rifiuti (agricoli, ma anche domestici e industriali) grazie alla tecnologia di depurazione del biogas e può essere utilizzato come carburante al pari del gas naturale (GNC, gas naturale compresso), senza alcuna necessità di adeguamento dei veicoli che già funzionano a metano. Il gas naturale, anche di origine bio, liquefatto diventa GNL (Gas Naturale Liquefatto), o bioGNL, con grandi potenzialità di utilizzo sia in ambito civile sia come carburante per i trasporti marittimi e terrestri.

Il Lodigiano sembra un territorio particolarmente vocato per questa produzione, anche per la presenza di numerosi impianti a biogas funzionanti con reflui animali e scarti agricoli, oltre 80 nell’ultimo censimento dell’autunno scorso. Quelli per cui è già stata richiesta la conversione in liquefattori sono almeno 5, e nei prossimi anni è prevista una progressiva uscita dagli impianti a biogas (anche con l’esaurirsi degli incentivi) per un ingresso nella produzione di biometano liquefatto. La stessa 2Lng conferma il grande interesse per l’installazione e realizzazione (chiavi in mano) di questi impianti, in tutta Italia ma anche nel Lodigiano. La normativa italiana è all’avanguardia in questo senso, e due anni fa il legislatore aveva tracciato la rotta, poi proseguita a rilento tra burocrazia e pandemia.

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