GUERRA IN UCRAINA Ecco perché diventa strategico lo stoccaggio di gas alle porte di Lodi
Impianto Ital Gas Storage di Cornegliano Laudense

GUERRA IN UCRAINA Ecco perché diventa strategico lo stoccaggio di gas alle porte di Lodi

L’impianto di Cornegliano Laudense contiene una parte delle riserve strategiche del Paese

Una parte delle riserve strategiche di gas naturale in Italia si trovano sotto il suolo lodigiano. Entrato in funzione a fine dicembre 2018, l’impianto di stoccaggio di Ital Gas Storage a Cornegliano Laudense è ormai a pieno regime, e immagazzina circa 1 miliardo di metri cubi di gas naturale, a fronte di una capacità complessiva di 1,6 miliardi di metri cubi.

Il deposito del gas si estende per circa 6 chilometri quadrati sotto Cornegliano, arrivando alle porte di Lodi e Massalengo, nel giacimento che fino al 1997 era utilizzato per la produzione di idrocarburi. Già, perché il Lodigiano è sempre stato un territorio vocato per l’estrazione di gas naturale, anzi la storia dell’industria del gas naturale in Italia nasce proprio nel Lodigiano, a Caviaga. Nel maggio 1944 Agip, dopo le prime perforazioni del pozzo Caviaga 1, eseguiva le indagini che portavano a scoprire un giacimento di 12 miliardi di metri cubi di gas naturale, il primo delle riserve consistenti a essere scoperto in tutta l’Europa Occidentale. Una storia che non è ancora finita, perché la concessione Caviaga, con i suoi 9 pozzi che pescano gas naturale nel sottosuolo di Cavenago, Mairago e Turano, è stata di recente prorogata fino a gennaio 2027 per ulteriori 5 anni, con lo scopo proprio di portare a compimento lo sfruttamento del giacimento.

Ma le risorse italiane sono poche, e le vecchie concessioni sono quasi in esaurimento. Una questione dibattuta da tempo: i pozzi estrattivi sono circa 1.300 (per una produzione di poco più di 3 miliardi di metri cubi di gas), ma di questi solo poco più di 500 sono utilizzati per l’estrazione. Il problema è che estrarre costa molto, e i pozzi si deteriorano in fretta. Per questo avere tanti pozzi, non significa poterli sfruttare (bene). Finora era stato nettamente più conveniente approvvigionarsi dall’estero, andando a immagazzinare il surplus di gas in arrivo nel periodo primaverile ed estivo, per rimetterlo in rete nel periodo autunnale e invernale. A questo servono i siti di stoccaggio, compreso quello di Cornegliano. Il fabbisogno dell’Italia è di circa 90 miliardi di metri cubi di gas.

Il sito di Cornegliano risponde alle esigenze degli operatori di immagazzinare il gas, facendovi ricorso poi per i periodi di richiesta più intensa. Grazie alle tecnologie di ultima generazione installate a Cornegliano, quello di Ital Gas Storage è l’unico impianto in grado di invertire il flusso di iniezione o erogazione in 30 minuti, dando un contributo di flessibilità straordinario alla rete italiana. Di più, i contratti privati (tutti sottoposti ad autorizzazioni ministeriali e delle autorità regolatorie) contengono una previsione “d’emergenza” che può essere attivata dal ministero dello Sviluppo economico, e che sostanzialmente supera gli accordi commerciali.

Una procedura prevista dal governo nel 2004 «in caso di eventi climatici sfavorevoli». Chissà che ora non sia un altro evento sfavorevole come la guerra a dover richiedere la sua attivazione.


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