Già più di cinquemila rapaci in migrazione sono passati sul Lodigiano da agosto a oggi
Un gheppio sulle colline di S.Colombano

Già più di cinquemila rapaci in migrazione sono passati sul Lodigiano da agosto a oggi

Il Gruppo ricerche ornitologiche li ha contati dalla collina di San Colombano

Greta Boni

Se solo anche noi potessimo avere due ali per spiccare il volo e viaggiare il mondo. Allora sì, che potremmo incrociare da vicino i rapaci che dominano il cielo. Quest’estate sono stati più di cinquemila gli esemplari sfrecciati tra le nuvole del Lodigiano. Proprio così, più di cinquemila: appostati con i binocoli, e con i piedi ben saldi a terra, qui giù ad ammirare il loro maestoso volo c’erano i volontari del Grol (Gruppo ricerche ornitologiche lodigiane).

Per il diciottesimo anno, gli appassionati hanno preso posto in collina, prima presso la torretta in località Pomogranino a San Colombano e ora alla Madonna del Rochetto, tra Graffignana e Monteleone. Binocolo e macchina fotografica, le “armi” per fermare in un attimo questi campioni del volo che sono i rapaci.

«Quest’anno abbiamo registrato 4.345 falchi pecchiaioli, ma anche decine di bianconi, nibbi, falchi di palude, cicogne bianche e cicogne nere, e piccoli falchi come lo sparviere, il lodolaio e il gheppio, in tutto oltre cinquemila migratori», afferma Ivano Adami, presidente del Grol, al lavoro insieme ad Andrea Vari dell’associazione Il Gheppio di Miradolo Terme.

Il monitoraggio è iniziato il 17 agosto ed è terminato l’11 settembre, lasciano i volontari soddisfatti (complice anche la buona visibilità) e con la meraviglia negli occhi. «Oltre al passaggio di tanti falchi pecchiaioli, non sono mancati alcuni ibis sacri, i rondoni e tanti gruccioni – afferma Luigi Pagani, impiegato comunale di Salerano ed esperto di birdwaching -. Questo periodo di fine estate è l’unico in cui poter ammirare nel Lodigiano la migrazione dei rapaci nel loro ritorno in Africa, perché in primavera non ripassano da questa rotta ma ne seguono altre».

Gli appuntamenti non sono però finiti. Tra un mese gli appassionati lodigiani, baninin e pavesi saranno impegnati nel censimento dell’aquila reale e del gipeto nel Parco Nazionale dello Stelvio.n


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