Nel Lodigiano già due strutture pronte ad ospitare le quarantene

Nel Lodigiano già due strutture pronte ad ospitare le quarantene

L’Alpa Hotel di Lodi Vecchio e il Motel Silk di San Martino

Le strutture già ci sono, dall’Alpa Hotel di via Nazioni Unite di Lodi Vecchio al Motel Silk di San Martino in Strada. E da giorni i contatti sono in corso tra Comuni, ma anche con Prefettura e Ats, per l’allestimento di una proposta strutturata e condivisa per dare una risposta a un’ampia fetta del Lodigiano.

Nasce una rete per l’accoglienza dei Covid positivi che non possono fare la quarantena a casa, magari perché hanno spazi ridotti a disposizione o hanno il secondo bagno nell’abitazione di residenza per garantire un vero isolamento con gli altri membri della famiglia. A mobilitarsi, da giorni, sono i sindaci Osvaldo Felissari di Lodi Vecchio, Luca Ferrari di Montanaso e Andrea Torza di San Martino in Strada, che hanno però già coinvolto altri colleghi sindaci, da Cervignano a Galgagnano, da Salerano sul Lambro a Caselle Lurani e ancora Cornegliano Laudense e Sordio, in una vasta area della provincia.

I sindaci da giorni si confrontano e hanno già raccolto le disponibilità dei proprietari di due strutture - a Lodi Vecchio e San Martino in Strada - , ma ieri mattina il sindaco Felissari si è confrontato anche con il Prefetto di Lodi. «Stiamo lavorando a una grande rete con un progetto strutturato che si estende a conforto del territorio e si traduce in un’accoglienza diffusa e caldeggiata dallo stesso Prefetto di Lodi, che ringraziamo per la vicinanza e la disponibilità e che ci ha invitato a rafforzare il piano» spiega il sindaco di Lodi Vecchio Osvaldo Felissari. A Lodi Vecchio, all’Alpa Hotel di via Nazioni Unite, negli ultimi dieci giorni ci sono stati due sopralluoghi tecnici e un piano - dove le stanze sono state già tinteggiate e sanificate - potrebbe essere pronto ad accogliere i primi ospiti entro una manciata di giorni. A San Martino, la proprietà del motel Silk ha messo sul piatto quaranta camere. Ora si tratta di gettare le basi per la gestione e l’auspicio è che sia sotto l’egida del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, con la collaborazione della Prefettura e delle forze dell’ordine, per il monitoraggio e la sorveglianza, e l’Ats per il protocollo sanitario.

«Nessuno vuole avere manie di protagonismo in questa fase, ma crediamo che vadano date delle risposte concrete e a breve termine ai cittadini - aggiunge Andrea Torza, sindaco di San Martino in Strada -: anche noi a San Martino abbiamo avuto casi di cittadini dimessi ancora positivi, ma se tornano a casa mettiamo a rischio anche i familiari. I casi aumenteranno ancora nei prossimi giorni: le strutture già ci sono, servono tempi tecnici per creare la rete, ma crediamo che non debbano essere allungati. Di questo problema si è parlato poco, ma è reale e necessita di una soluzione in breve tempo. E noi crediamo che la coesione del territorio lodigiano, che è sempre stata portata avanti, vada ulteriormente sostenuta in un momento così delicato e difficile da affrontare per tutti».

L’idea, rimarca Luca Ferrari, sindaco di Montanaso, «è partita in gruppo tra sindaci, confrontandoci sui problemi, e abbiamo pensato di presentarla agli organismi sovracomunali come Prefettura e Ats per arrivare a un riconoscimento del progetto. Stiamo già indagando altre strutture, ma procederemo nel coinvolgimento di pari passo all’analisi dei numeri e del fabbisogno del territorio».


© RIPRODUZIONE RISERVATA