Geotermia, Lodigiano fanalino di coda

Energia gratis dal sottosuolo, per il riscaldamento d’estate e per raffrescare gli ambienti d’inverno: un sistema sempre più diffuso in diverse Nazioni europee, ma che in provincia di Lodi è al palo, stando almeno agli impianti censiti nel registro (obbligatorio) delle sonde geotermiche necessarie per tali impianti: ne compaiono appena nove, a fronte di 500 censite in tutta la regione e dei 101 di Milano, 87 di Brescia, 68 di Bergamo, i 50 di Lecco, 15 di Pavia, i 13 della fredda Sondrio e i 4 di Cremona. Gli impianti censiti, che richiedono una pompa di calore e sonde che possono raggiungere anche i 150 metri di profondità, si trovano a Codogno (3, tutti per uso residenziale), Lodi (3, due residenziali e uno industriale), Cavacurta (industriale), Zelo e Vidardo (residenziali).

I dati arrivano dal nuovo portale Internet www.rinnovabililombardia.it, che riporta anche le norme sui finanziamenti ottenibili per tali impianti, con contributi in conto capitale al 55 per cento. Tra l’altro il sottosuolo del Lodigiano, si evince dal sito, ha un elevato potenziale geotermico.

A Lodi, ad esempio con il progetto pilota nel quartiere Fanfani, ci sono già case che non utilizzano il gas metano. I conti di quello che si potrebbe risparmiare, che non è poco, si scontrano però con i costi degli impianti: «Tre anni fa per la ristrutturazione di una grossa villa all’Albarola si è arrivati a spendere quasi 100mila euro - spiega Giampiero Angelini, presidente dei termoidraulici dell’Unione artigiani di Lodi -, va però detto che i prezzi degli apparecchi necessari oggi sono scesi e che in quell’edificio si è dovuto realizzare da zero il riscaldamento a pavimento. Il fluido che arriva dalle sonde geotermiche, infatti, ha una differenza di soli cinque gradi, e per questo serve una pompa di calore che aumenti questa differenza. Ma non si può andare oltre i 50 gradi: acqua a questa temperatura in un impianto comune a termosifoni farebbe ben poco». La climatizzazione geotermica non fa altro che utilizzare il principio per cui le cantine sono più fresche d’estate e non sono mai gelide d’inverno, e la nuova frontiera è quella di impianti meno costosi con sonde orizzontali, a bassa profondità.

«A mio parere il geotermico conviene, oggi, solo per le nuove costruzioni - conclude Angelini -. Per abitazioni esistenti consigliamo caldaie a condensazione, che pur usando il metano consumano il 30 per cento in meno, e magari, con la caldaia nuova, sistemi solari ad accumulo per l’acqua calda: in questo modo, con gli incentivi del 50 per cento per le ristrutturazioni oggi in vigore, l’investimento si ripaga in 5 - 6 anni. Il problema, in Italia, è la burocrazia: sulla mia azienda, la Termoidraulica, abbiamo fatto il fotovoltaico 3 anni fa, con l’incentivo a 41 centesimi a kilowattora, e siamo contenti, oggi però la convenienza non è così certa. E anche per ottenere il contributo del 55 per cento per il geotermico occorre la pratica di un tecnico. Se le famiglie avessero più soldi, sarebbero tutte tecnologie utilissime da installare».

Carlo Catena


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