Gallerie “spente”, niente shopping: per i negozianti è una “zona nera”

Gallerie “spente”, niente shopping: per i negozianti è una “zona nera”

Nei centri commerciali pochi clienti, si vendono solo generi alimentari

Non ci sono più le file di carrelli fuori dall’ingresso, ma la situazione dei centri commerciali è ben lontana dalla normalità. In questa zona rossa, infatti, la chiusura dei negozi nelle gallerie ha diminuito di molto l’afflusso di persone.

Fuori dal Bennet di San Martino in Strada, chi passa sono clienti frettolosi che vanno a comprare generi alimentari, e non certo volti sorridenti di lodigiani usciti per lo shopping. Graziano Demurtas sta uscendo con le borse della spesa: «Dal mio punto di vista, questa situazione è un disastro» racconta lui che, come musicista e insegnante, sta provando sulla sua pelle la difficoltà di queste chiusure prolungate. «Non possiamo dire che vada bene, anche se criticare dall’esterno è facile, ma nessuno di noi vorrebbe essere al posto di chi deve prendere queste decisioni così difficili. Perché ogni chiusura è frutto di una decisione difficile che qualcuno è stato costretto a prendere per affrontare questa pandemia che continua a mordere».

All’interno della galleria, si vedono le serrande chiuse dei negozi di abbigliamento, delle gioiellerie, del parrucchiere. Rimane invece aperto il bar Naturalmente Qui, dove Emma Frecciarulo serve caffé d’asporto: «Molti clienti evitano di consumare perché non sopportano di prendere il caffè d’asporto – racconta -. E in ogni caso, il movimento è molto diminuito con la zona rossa. Noi continuiamo a lavorare anche perché abbiamo dei clienti fissi, ma ci sono molte meno persone».

Una sensazione evidente anche per i clienti del Gigante di Montanaso Lombardo, che raccontano di una gestione diversa e più oganizzata degli ingressi, sempre con misurazione della febbre e, dall’inizio della zona rossa, con il divieto di fare la spesa in più persone dello stesso nucleo familiare. Un divieto difficile da far rispettare, ovviamente, ma che almeno in teoria dovrebbe limitare gli assembramenti inutili. Fuori dal Gigante, Monica Zucchelli descrive le proprie impressioni dopo aver fatto la spesa: «Ora si può entrare liberamente rispetto all’anno scorso, c’è meno gente, ma a colpire è la rassegnazione. Ormai le persone sembrano essersi abituate a questa vita». All’interno della galleria, un negozio ha approfittato della chiusura per fare dei lavori e rinnovare l’arredamento, altri hanno semplicemente abbassato la serranda come se dovessero riaprire domattina, mentre un negozio di fotografia ha scelto di lasciare un messaggio per esprimere la propria esasperazione: “Ennesima chiusura! Ma noi continuiamo a resistere!”.n


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