Frecciarossa deragliato, i pm concedono una proroga ai periti
La rimozione del secondo vagone (Foto by Gozzini)

Frecciarossa deragliato, i pm concedono una proroga ai periti

Accertamenti sulle cause dello scambio girato a rovescio: l’ipotesi di un doppio errore umano

La Procura della Repubblica di Lodi ha concesso una proroga ai consulenti che stanno lavorando sulla scatola nera del Frecciarossa 1000 Milano - Salerno deragliato all’alba dello scorso 6 febbraio su uno scambio del Pm Livraga a Ospedaletto Lodigiano, con la morte dei due macchinisti, e a quelli cui è affidata l’analisi delle asserite anomalie nel cablaggio della parte elettromeccanica di uno degli attuatori dello scambio. «Vogliamo che le cose siano fatte per bene e che non rimangano dubbi», spiega al riguardo il Procuratore Domenico Chiaro. Dopo che i primi rilievi della Polfer e del pm di turno avevano evidenziato un’anomalia nella posizione dello scambio, sul quale il treno è arrivato lanciato a 290 all’ora e che lo ha deviato sul fascio di binari tronchi, percorribili a non oltre 30 chilometri orari, era subito anche emerso che fino a mezz’ora prima su quello scambio era stata eseguita l’operazione calendariale decennale per la sostituzione di alcune componenti, e si era poi scoperto, anche con prove tecniche dalla sala comandi della tratta a Bologna, che uno degli attuatori muoveva gli aghi dello scambio al contrario rispetto al comando impartito. Da qui il sequestro dell’attuatore e anche di altri modelli dello stesso lotto presso le officine di Alstom Ferroviaria, e un alert di sicurezza per tutte le ferrovie europee in procinto di sostituire il medesimo componente. L’ipotesi è quella di un doppio errore umano: da una parte uno scambio di fili in fase di fabbricazione (e da contratto sembra anche di controllo qualità) della scheda elettromeccanica dell’attuatore, dall’altra durante l’installazione dell’apparato al Pm Livraga. Punto nodale che i manutentori, i primi a finire nella rosa di 18 indagati e 2 società, Rfi compresa, devono chiarire, è se si siano accorti dell’anomalia e, nel caso, come si fossero convinti di avervi posto rimedio. E soprattutto perché sia mancato, se così è stato, il controllo finale per verificare se il deviatoio era davvero in posizione di dritto.


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