Farmaci pericolosi a prezzo raddoppiato

Arrestato un medico, accusato anche di commercio di medicine

«Voglio proporre una medicina estetica “naturale” che non mira a sconvolgere o travolgere un volto o un corpo, bensì a donare quel “magico tocco di eleganza” che può rendere unici»: così qualche anno fa su un sito Internet illustrava i suoi principi R.M., il medico lodigiano 36enne arrestato mercoledì dalla guardia di finanza con l’accusa di prescrizioni abusive di farmaci dimagranti che contenevano sostanze stupefacenti. Ora è in carcere, mentre un suo amico e collaboratore, non medico, M.P., 38 anni, di Pieve Fissiraga, è agli arresti domiciliari e tre farmacisti di Lodi (il titolare e due collaboratori) sono indagati a piede libero per concorso nello stesso reato; i due collaboratori sono stati anche sottoposti dal gip Isabella Ciriaco alla misura cautelare della sospensione per due mesi dall’esercizio della professione di farmacista.

Le indagini avviate in gennaio dal pm Paolo Filippini ed eseguite dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, anche con pedinamenti e intercettazioni telefoniche, avevano già portato in aprile i finanzieri ad acquisire documenti presso lo studio del medico, che non opera come medico di base ma ha incarichi da Asl e Ao, ma le attività contestate sarebbero proseguite ugualmente.

La cura era basata su due principi, la fendimetrazina, un eccitante della famiglia delle anfetamine, che toglie la fame, e il clorazepato, che invece è chimicamente affine ai barbiturici e che veniva prescritto come antagonista del primo farmaco per ridurre effetti collaterali quali allucinazioni, incubi notturni, scatti d’ira improvvisi e attacchi di diarrea. A volte i pazienti non seguivano le indicazioni e soffrivano le pesanti controindicazioni. I medicinali venivano preparati come galenici nella farmacia lodigiana finita sotto inchiesta.

Per arrivare alla contestazione di prescrizione abusiva di stupefacenti, con una pena base di sei anni di carcere, aumentata a nove perché almeno una delle pazienti era minorenne, la Finanza ha riscontrato una serie di irregolarità. Innanzitutto, il medico finito in carcere non risulta specializzato in endocrinologia, scienze dell'alimentazione, malattie del ricambio, diabetologia o medicina interna, che gli inquirenti ritengono siano necessarie per poter prescrivere quei farmaci. Di conseguenza, non trovando l’indicazione di queste specializzazioni sulle ricette, i farmacisti non avrebbero dovuto accettarle.

La seconda contestazione riguarda le tipologie di pazienti: i finanzieri ritengono che uno dei farmaci, definito “anoressizzante ad azione centrale”, possa essere prescritto solo a chi ha un’indice di massa corporea superiore a 30, è cioè un obeso grave che, trovandosi in situazione di pericolo per la salute, si ritiene debba perdere peso il più presto possibile. Secondo l'accusa invece c’erano moltissimi pazienti, e non solo lodigiani, che questi problemi non li avevano, ma volevano solo perdere in fretta la “pancetta” Da qui il nome dato all'operazione, “pancia piatta”.

Al medico viene contestato anche di aver realizzato ricette con nomi di pazienti inesistenti e di aver ritirato o fatto ritirare grosse quantità di questi medicinali, sempre dalla stessa farmacia, quando invece i farmacisti sono obbligati a consegnarli solo al beneficiario della ricetta, in quantità limitate e in presenza anche del piano terapeutico, un ulteriore documento.

Per l’accusa il medico avrebbe anche acquistato confezioni per poi rivenderle, anche spedendole per posta, dopo aver tolto la parte di etichetta con il prezzo originario (40 o 60 euro a confezione, per 90 capsule) per poter chiedere ai clienti prezzi anche raddoppiati.

Da qui, e con 700 ricette sequestrate, l'accusa di un “fatturato” di 200mila euro, per un’attività che andava avanti almeno da un anno. E in alcune palestre sembra si dicesse «vai da quel medico lì, con due pastiglie ogni tanto sei a posto». La cura, spiegano dalla Finanza, funzionava.

Ieri, oltre al medico, il gip ha interrogato in tribunale anche il suo collaboratore e uno dei farmacisti, assistiti dagli avvocati Ennio Ercoli ed Eliana Tosi. Tutti si sono difesi, i farmacisti convinti di essersi fidati della professionalità del medico e di aver seguito le regole. Ma le indagini continuano perché durante la perquisizione della casa di uno dei due arrestati è stato trovato un diverso preparato galenico, questa volta contenente efedrina, un altro stupefacente, proveniente da un’altra farmacia.

Carlo Catena

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