Evasione, un cancro da estirpare

Il sistema fiscale italiano risulta fra i più ingiusti del mondo; è un sistema che premia le ricchezze “parassitarie” (evasione, rendite, speculazioni finanziarie, ecc.), scoraggia gli investimenti produttivi e deprime i consumi.Come se non bastasse, le tasse sono in continuo aumento, 3.300 euro è infatti l’aumento medio del prelievo per ciascun lavoratore o pensionato che si è accumulato dal 1980 ad oggi; senza l’aumento cumulato di queste tasse, salari e pensioni sarebbero oggi più alti di 275 euro medie al mese.La pressione fiscale sul lavoro è salita al 47% e pone l’Italia al quinto posto tra i paesi OCSE, risultando invece 22esimi nella classifica dei salari (appena sopra la Grecia).Mentre, al contrario, 33 a 1 è il rapporto tra la ricchezza media del 5% delle famiglie ricche e quella del 50% delle famiglie italiane; precisando che l’1% delle famiglie ultra ricche detiene il 14,8% della ricchezza complessiva.Negli anni 2000/2010 le entrate fiscali da lavoro dipendente e da pensione sono aumentate in termini reali del 13,1% mentre le entrate derivanti da tutti gli altri redditi sono diminuiti del 7,1%.L’Italia ha dunque bisogno di una riforma fiscale per ritrovare la via di una crescita sostenuta e dello sviluppo, redistribuendo il reddito a favore dei lavoratori e dei pensionati, correggendo le distorsioni del sistema economico e liberando gli investimenti.Una delle possibili strade per aggredire un problema annoso dell’evasione fiscale e del peso esorbitante dell’economia sommersa riguarda la reintroduzione della tracciabilità, abbassando la soglia degli scambi in denaro contante a 500 euro e l’aggressione all’economia sommersa, rendendo ad esempio reato penale il caporalato.Per quanto riguarda il cosiddetto scambio Irpef-IVA, cioè la messa in relazione dell’aumento delle aliquote IVA con la diminuzione delle aliquote Irpef, lo sbaglio sarebbe evidente, perché ad esempio non tiene conto di 11 milioni di contribuenti cosiddetti “incapienti”, esenti all’IRPEF e che perciò subirebbero una nuova tassa sui consumi.Sarebbe inoltre un aumento “piatto” del prelievo sui consumi e non progressivo rispetto ai redditi disponibili (chi ha redditi da 100mila euro non mangia o veste 10 volte di più rispetto a chi ha redditi da 10mila euro), inoltre colpendo i consumi dei redditi più bassi, si alimenterebbe la depressione della domanda interna e nuovi probabili incrementi di evasione.Se si applicassero poi le tre aliquote ipotizzate (20 – 30 – 40%) in modo automatico, è bene sapere che gli effetti sui contribuenti non sarebbero uguali per tutti ma fortemente sperequati; ecco alcuni esempi:reddito 10.000 euro, risparmio 300 euro - 3,0%;reddito 20.000 euro, risparmio 300 euro - 1,5%;reddito 25.000 euro, risparmio 150 euro - 0,6%;reddito 28.000 euro, risparmio 60 euro - 0,2%;reddito 30.000 euro risparmio 220 euro - 0,7%;reddito 70.000 euro; risparmio 2.370 euro - 3,3%;reddito 100.000 euro, risparmio 3.170 euro - 3,17%.Le proposte sulle tasse, per la CGIL, si basano sul progetto di riforma fiscale per un fisco giusto, attraverso una vera lotta all’evasione, per un fisco più leggero per le famiglie di lavoratori e pensionati che porti mediamente 100€ in più in ogni busta paga; un fisco più pesante invece per i redditi come le transazioni speculative, le rendite e le grandi ricchezze.Dalla comparazione dei vari calcoli sull’evasione fiscale, si ricava che ogni anno questo fenomeno grava per circa 2.000€ in più ai redditi “fissi”, ed in generale ad ogni contribuente onesto.Una tassa ordinaria sulle grandi ricchezze, ispirata al modello francese e che li viene chiamata la tassa sulle fortune, ad esempio con una previsione di imposta mediamente dell’1,0% a carico delle famiglie con una ricchezza complessiva sopra gli 800 mila euro, potrebbe generare un gettito di circa 15 miliardi di euro all’anno; una tassa che colpirebbe solo il 5% più ricco e ricchissimo della popolazione italiana e che non toccherebbe nessuno altro ceto e reddito.Per ultimo, andrebbe istituita la cosiddetta “Robin Hood tax”, cioè la tassa sulle transazioni finanziarie internazionali, inventata per ridurre la speculazione; non si tratta di una tassa che grava sulla gente comune, né sui fondi pensione ma su investitori che movimentano i loro patrimoni anche più volte al giorno.Ecco un bel tema di lotta e conquiste che solo pochi mesi fa erano patrimonio di una piattaforma unitaria con Cisl e Uil e che come tale andrebbe ancora oggi rivendicata.

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