Ennesima doccia fredda sulla Paullese: tutto bloccato per il ponte di Bisnate
Un momento dell’appuntamento dell’altra sera alla Festa Democratica

Ennesima doccia fredda sulla Paullese: tutto bloccato per il ponte di Bisnate

Se ne è parlato alla Festa democratica cremasca: il raddoppio del viadotto è fermo al Cipe e l’ultimo tratto non è finanziato

Emiliano Cuti

Non si scioglie il nodo Paullese. Completato il tratto cremasco della superstrada, da Crema fino a Spino e in via di ultimazione quello milanese (il termine dei lavori previsto il prossimo anno), da Mediglia fino a Paullo, resta invece bloccato al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) il raddoppio del ponte di Bisnate e senza finanziamento la riqualificazione del tratto di collegamento lodigiano, l’“ultimo miglio” dell’opera tra Zelo e Merlino. Lo stato dell’arte della grande infrastruttura è stato posto sul tavolo all’incontro di venerdì sera a Podere Ombriano, location dell’anteprima nazionale delle Agorà, durante la Festa Democratica, voluta dal segretario nazionale Pd Enrico Letta. Al centro dell’attenzione è stata posta la mobilità, tra trasporto pubblico e viabilità locale.

«Negli anni ho sempre sostenuto che, in attesa della riqualificazione della Paullese, l’ideale fosse incentivare il trasporto pubblico su gomma – ha spiegato Enzo Galbiati, ultimo coordinatore dei sindaci per il trasporto pubblico locale e vicesindaco di Spino -. Significa dare la possibilità a ciascuno di noi di fare a meno dei mezzi privati, lasciandoli a casa e diminuire l’inquinamento grazie all’utilizzo di quelli pubblici. Per raggiungere questi risultati va completato il raddoppio dell’ex statale Paullese. Per il secondo ponte sul fiume Adda stiamo aspettando ancora il via libera del ministero per far partire i lavori già finanziati». Ed è proprio la stasi sul ponte a preoccupare gli amministratori locali. Tra mille cavilli burocratici è da circa due anni che il progetto del ponte attende il via libera.

Tra un rinvio e l’altro il disco verde sarebbe dovuto giungere quest’anno, ma a “congelare” tutto è intervenuto il rinnovo delle cariche in seno al Cipe. «La nomina del Cipe è già avvenuta, ma trascorso un mese siamo ancora in attesa del parere» annuncia Galbiati. Lo scenario non è migliore per il tratto lodigiano: in questo caso il progetto va attualizzato e finanziato (sono disponibili solo 5 milioni su 23 milioni e 499mila euro stimati).

I comuni di Paullo, Zelo e Merlino hanno dato vita a un fronte, coinvolgendo anche Spino e altre amministrazioni per garantire l’apertura del cantiere in continuità con la chiusura nel 2022 di quello in corso per il raddoppio della ex statale 415 a Paullo, sollecitata con delibere di consiglio e la presentazione di un’istanza a Città metropolitana e Regione Lombardia. Chissà se i tempi lo permetteranno.


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