È il caos per le multe fantasma: decine in coda per un chiarimento
Scoppia il caso delle multe fantasma

È il caos per le multe fantasma: decine in coda per un chiarimento

Molte anomalie a Lodi sui 7mila accertamenti che si riferiscono a sanzioni degli anni 2017 e 2018

Anche trenta persone al giorno, al comando di polizia locale, per sanare le posizioni. E a pagare quanto dovuto e non ancora corrisposto o dimenticato.

Dalla seconda metà di agosto, è un via vai costante di cittadini, busta bianca in mano, al comando di polizia locale di via Cadamosto. Chi per chiedere lumi, chi direttamente per sanare la posizione, perché si è reso conto di aver dimenticato il pagamento.

Sono 7mila gli avvisi per multe non pagate o pagate solo parzialmente - magari tralasciando le spese di notifica - partite all’indirizzo dei lodigiani in un’attività di accertamento condotta dal comando di polizia locale. Quella stessa attività che, in questi giorni, ha fatto nascere il caso delle multe “fantasma”, ovvero degli avvisi notificati anche a chi ha già pagato la sanzione e che oggi si ritrova a dover dimostrare di averlo fatto - ricevute alla mano - per non essere costretto a pagare due volte.

Diverse le segnalazioni arrivate alla redazione del Cittadino, da parte di lodigiani che si sono visti recapitare l’avviso, che tecnicamente, come spiegano da palazzo Broletto, è una emissione di pre-ruolo. Ergo comunicazioni - da qui la busta bianca - su sanzioni per cui risulta una situazione debitoria, non ancora passata alla riscossione coattiva, il passaggio successivo a questo, affidato ad una società esterna, che poi attiva il procedimento di recupero del credito.

Gli avvisi che hanno generato il caso sono appunto 7mila, tutti relativi alle annualità 2017 e 2018, su un totale di 60mila sanzioni emesse dal comando, con una media di 30mila all’anno. In questi avvisi però ci sono anche i cittadini che segnalano di aver già provveduto al pagamento. Tra le situazioni particolari, per cui è possibile chiedere nell’immediato l’annullamento della posizione debitoria, spiegano ancora da palazzo Broletto, ci sono la morte del destinatario della sanzione è deceduto e in questo caso basta presentare il certificato di morte; se il veicolo è stato venduto prima della data in cui viene riscontrata la sanzione e se quel verbale specifico è stato oggetto di opposizione davanti al Prefetto e al giudice di Pace ed è stato magari archiviato.

È possibile, ma secondo il Broletto si tratta di una percentuale minima di casi, che le Poste non abbiano trasmesso automaticamente la comunicazione di avvenuto pagamento; mancanza che fa scattare l’avviso. L’attività di accertamento pre-ruoli - prima di passare tutte le pratica alla società ICA che si occupa di riscossione coattiva - viene svolta ogni due anni. L’obiettivo, chiarisce ancora il Comune, è proprio agevolare il cittadino per evitare di arrivare al punto della riscossione. Chi deve eventualmente dimostrare l’errore, può andare in comando o rivolgersi alla società che lo supporta in queste pratiche alla mail [email protected], ma il caso continua a far discutere in città.n


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