Al buio con le torce sulla Paullese: l’odissea dei pendolari dei bus

Al buio con le torce sulla Paullese: l’odissea dei pendolari dei bus

Il viaggio da brividi di chi da San Donato raggiunge Paullo con la linea K

Emiliano Cuti

Paullo

Costretti a scendere dal pullman con il giubbottino catarifrangente e le torce per non essere investiti. Un calvario che, quotidianamente, affrontano gli utenti che da San Donato timbrano il biglietto per raggiungere Paullo. Un viaggio assurdo che si conclude nel bel mezzo della Paullese, al buio, senza strisce su cui attraversare e protezioni dai veicoli in transito. Giovedì a monitorare il servizio, insieme al Comitato per la difesa del trasporto pubblico locale, c’era anche il nostro giornale che ha raccolto dal vivo le testimonianze degli utenti.

Alle 17.30 abbiamo raggiunto il capolinea di San Donato, nella fascia oraria in cui è garantita la linea Z. «La linea Z – spiega una pendolare - è l’unica che fa il giro interno ai Comuni e ci permette di scendere in sicurezza vicino a casa. Purtroppo non sempre è possibile usufruirne: l’ultima corsa è alle 18.40. Se non fai in tempo a salire, allora devi prendere la linea K che ti lascia sulla Paullese». Vero è che il giorno 2 e 3 gennaio, il numero di pullman è stato potenziato, fornendo delle corriere di “rinforzo”. Peccato che sulle paline non siano segnalate.

«Non si capisce quali pullman ci sono in più - spiega un’altra utente -. Li vedi passare e sali, ammesso che sia quello giusto. Per noi è una sorpresa giorno dopo giorno». Ed in effetti in molti chiedono informazioni, in una confusione generale, «dove per interpretare gli orari anche sul sito della società di trasporti ci vuole un titolo di studio specifico» commenta amareggiato un passeggero che è riuscito a prendere al volo un pullman “non segnalato”, partito alle 17.50. «Pensiamo a uno straniero (e ce ne sono tanti alla fermata, in attesa del mezzo, ndr), abbiamo difficoltà noi a capire come regolarci e se vai a chiedere all’info point ti accorgi che gli orari sono ancora diversi», è il coro unanime di un gruppo fermo alla palina.

Spesso l’attesa tra un pullman e un altro è lunga e le persone attendono al freddo con le immaginabili conseguenze: non a caso un passeggero si è sentito male proprio davanti ai nostri occhi. «C’erano più pullman, certo sarebbe stato opportuno distribuirli meglio, e non farne partire uno in colonna all’altro - avverte il passeggero in questione –: io per salire sul mio ho aspettato un’ora al freddo e ho accusato un malore sul bus, poco prima della fermata dove sarei dovuto scendere».

Dopo le 19, si diceva, non ci sono più mezzi della linea Z, ma solo quelli della linea K, uno alle 19.10 (arrivato con 20 minuti di ritardo) e uno alle 19.35. Per motivi di orario molti paullesi optano per questi e vengono scaricati sull’ex statale 415. «Io spesso – racconta una passeggera – decido di non scendere a Conterico ma di anticipare l’uscita a Pantigliate, all’altezza della Due Pi: è l’unica fermata in sicurezza e almeno non si rischia di essere investiti. Chiamo mio marito e mi faccio venire a prendere in auto al centro commerciale per poi tornare a Paullo con lui». Gli altri, compresi noi del Cittadino, siamo scesi invece alla fermata di Conterico. Abbiamo percorso al buio 200 metri contromano sulla Paullese, camminando tra il fango e una striscia di terreno sterrata su cui ci passa a malapena una persona. «Le macchine ti sfiorano, ma anche questa volta siamo sani e salvi», sono le parole dei rappresentanti del Comitato.


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