Come sbarcare il lunario

Attraversiamo un periodo duro. I governi europei parlano d’impegno per la crescita per combattere la crisi. Per ora però alle famiglie tocca capire come sbarcare il lunario per affrontare una situazione difficile. Molto probabilmente potrebbe essere importante iniziare a compiere delle scelte per comprendere su quali iniziative puntare per aiutare i nuclei familiari in maggiori difficoltà. In Italia, dal rapporto di ricerca su “I bilanci delle famiglie italiane” della Banca d’Italia, emergono alcune indicazioni per capire almeno la quota dei più economicamente vulnerabili.Tre dati colpiscono particolarmente.Innanzitutto si dovrebbe prendere atto che aumenta la tendenza dei giudizi di difficoltà. Però è il 29,8% delle famiglie che considera le proprie entrate insufficienti a far fronte alle spese, mentre solo il 10,5% le reputa sufficienti e il rimanente 59,7% si pone in una situazione intermedia. Inoltre dall’indagine si evince che la percentuale di famiglie indebitate è pari al 27,7%. In questo gruppo si trovano soprattutto le famiglie più giovani (il capo famiglia ha un’età inferiore ai 55 anni), quelle che generalmente aprono un mutuo per l’acquisto di una casa.Ma soprattutto l’11,1% dei nuclei indebitati paga rate per i prestiti contratti superiori al 30% del reddito, quota convenzionale che indica la vulnerabilità finanziaria. La rilevazione di Bankitalia ci dice inoltre che tale vulnerabilità si concentra tra le famiglie con entrate modeste.Dalla descrizione dei bilanci ci si accorge allora di almeno due aree sulle quali sarebbe opportuno intervenire. La prima riguarda le famiglie più giovani, che da una parte sono le più indebitate e dall’altra sono anche quelle che maggiormente tenderanno ad indebitarsi perché aspirano a crescere: acquisto di una casa, cura ed educazione dei possibili figli... Dare loro sostegno non è solamente un incentivo a una parte della popolazione in difficoltà, ma un investimento per il futuro delle generazioni del nostro Paese.La seconda riguarda i nuclei più a rischio, quelli con “entrate modeste”, che magari sono monoreddito, oppure con un solo genitore con figli a carico, se non addirittura colpite dalla disoccupazione o dalla precarietà. Qui appare con tutta la sua portata una ferita nella società italiana: il 10% delle famiglie più ricche nel nostro Paese possiede il 45,9% della ricchezza netta familiare totale. Se non si riuscirà a trovare una modalità di redistribuzione delle risorse, i nuclei più vulnerabili saranno le sacche della povertà futura.Tuttavia proprio il nuovo periodo storico richiede anche una diversa capacità delle famiglie di valutare le loro risorse economiche. In un’economia che ha esteso la sua dimensione finanziaria in modo così ampio molto probabilmente a interventi di politiche sociali andranno sempre più affiancati interventi di formazione capaci di mettere i nuclei familiari nelle possibilità di gestire in modo consapevole i propri consumi, investimenti e risparmi, sapendo che quando si sceglie un prodotto piuttosto che un altro si può cambiare il destino di un processo di sviluppo.


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