CASTIGLIONE Si è spento il 93enne travolto in bicicletta sulla provinciale

Giuseppe Fugazza era ricoverato al San Matteo dopo l’incidente dello scorso 22 luglio. Il nipote: «Mi spiace per la ragazza al volante, questa è una tragedia per tutti»

La notizia ai famigliari è stata data ieri mattina alle 7: «Ci dispiace, Giuseppe non ce l’ha fatta». Da 23 giorni il castiglionese Giuseppe Fugazza era ricoverato al policlinico San Matteo di Pavia, sospeso a un filo sottilissimo, dopo che la mattina del 22 luglio alle 8 mentre faceva il suo solito giro in bicicletta, una jeep Renegade con al volante la 31enne E.C. di Mantova (residente nella Bassa), lo aveva travolto sulla provinciale 26 alle porte di Castiglione. Dallo spartitraffico in mezzo alla carreggiata, l’anziano si era immesso sulle strisce per attraversare, quando l’auto in arrivo alla sua destra lo ha colpito facendolo rovinare a terra. Il 93enne aveva battuto la testa contro il parabrezza dell’auto.

Le sue condizioni erano apparse subito gravissime. Trasportato in elisoccorso all’ospedale di Pavia, il pensionato, ex fattorino per l’agenzia di viaggi milanese Uvet, era stato subito ricoverato in terapia intensiva e per 23 lunghissimi giorni non si è più ripreso dal coma, dando qui e là lievi segni di miglioramento, che i medici però si sono sempre premurati di chiarire lasciassero poco sperare. Poi negli ultimi 3 giorni l’aggravarsi del quadro e nella notte di mercoledì la morte. «Era incorsa anche una polmonite e un’infezione – spiegava ieri il nipote Silvano Palazzina, ex geometra comunale a Codogno -. I medici fin dall’inizio avevano detto che la situazione era grave e sarebbe stato un miracolo che uscisse dal coma. Eppure prima dell’incidente mio zio stava benissimo, andava in giro in bici perché non aveva mezzo problema di salute. Non è mai stato una volta in ospedale».

Adesso la sua morte rischia di avere conseguenze pesanti per l’investitrice. «L’incidente è avvenuto su un attraversamento ciclopedonale, lo dice la segnaletica orizzontale e verticale, oltretutto mio zio era in mezzo allo spartitraffico – precisa il nipote -. Mi spiace per la ragazza, quello che è successo è una tragedia per tutti».

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