Calano i contributi per gli affitti

Tra il 2009 ed il 2011, i contributi pubblici a favore delle famiglie che vivono in appartamenti in affitto sono calati di oltre il 29 per cento in termini complessivi e di quasi il 36 per cento per quanto riguarda la media degli importi corrisposti ai singoli beneficiari.

Il dato emerge dal consuntivo 2011 dello Sportello Affitti, elaborato in questi giorni dal settore politiche sociali del Comune in corrispondenza della liquidazione della prima tranche di pagamenti. Istituito a seguito dell’entrata in vigore della legge di riforma dell’equo canone (con la quale era stato introdotto anche il cosiddetto “canale convenzionato” per l’applicazione di canoni di affitto moderato, sulla base di accordi tra le amministrazioni comunali, le associazioni di rappresentanza dei proprietari e le organizzazioni sindacali degli inquilini), lo Sportello Affitti è sostenuto da un fondo nazionale ripartito tra le Regioni, che a loro volta stanziano ai Comuni (che gestiscono operativamente la raccolta, l’esame e la liquidazione delle domande) quote proporzionali alla popolazione residente ed al numero di nuclei famigliari che vivono in abitazioni di locazione.

Ai Comuni è inoltre fatto carico di partecipare direttamente al finanziamento dei contributi per una quota del 10 per cento delle domande ordinarie e del 20 per cento di quelle a favore di famiglie in grave difficoltà economica. Se nel 2009 a Lodi l’importo complessivo delle risorse erogate era stato pari a 508.745 euro (di cui 419.368 trasferiti dalla Regione e 79.850 stanziati dal Comune), nel 2011 la cifra è scesa a 357.782 euro (306.339 regionali e 51.442 comunali), per una riduzione del 29,6 per cento, mentre nello stesso periodo le domande accolte sono aumentate di quasi il 10 per cento (da 444 a 487, anche se nel 2010 il dato era stato ancora superiore, pari a 511). Di conseguenza, l’importo medio del singolo contributo è passato da 1.145 euro a famiglia a 734 euro, per una diminuzione proporzionale del 35,8 per cento. Le famiglie che chiedono di accedere a questo strumento di sostegno economico rappresentano circa il 2,5 per cento del totale dei nuclei famigliari della città.


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