LE BUONE NOTIZIE Brembio, il riscatto dalla povertà a pasticciera. Guarda il video
Brembio. Chiara Romanello, fondatrice di Kiama Dulce (Paolo Ribolini)

LE BUONE NOTIZIE Brembio, il riscatto dalla povertà a pasticciera. Guarda il video

La storia di Chiara Romanello, la 35enne che ha realizzato il suo sogno

Aveva un sogno nel cuore, l’ha realizzato. Chiara Romanello, 35 anni, una donna determinata, che con grandi sacrifici e impegno è arrivata dove voleva. Cresciuta alla Cast alimenti di Iginio Massari, oggi è cake designer, prepara torte decorate con pasta di zucchero e di qualità, per bambini e cerimonie. Una volta al mese ne regala una, grande, per minori poveri, in comunità o in condizioni difficili. Il progetto si chiama “Sogni per tutti”. È il suo “riscatto” da un’infanzia drammatica, che le ha permesso però di diventare quello che oggi è, avere la famiglia che non ha mai avuto e un lavoro che le permetta di essere mamma a tempo pieno. Ha aperto il suo laboratorio Kiamadulce, nella sua casa di Brembio.

Romanello si era fatta conoscere durante il primo lockdown: donava torte arcobaleno ai bambini del suo paese. «I miei genitori - racconta - hanno sempre avuto gravi problemi di dipendenza. I servizi avevano chiesto l’adozione, ma il tribunale dei minori ha risposto dopo 9 anni. Ormai ero diventata grande per essere adottata, così ho girato tra comunità e affidi. I miei genitori non lavoravano, eravamo poveri. Oggi se ne sono andati entrambi. Ricordo che non avevamo il riscaldamento. Dormivo con una coperta elettrica. Una notte me l’ha mangiata il gatto. Per i compleanni impacchettavo i miei giocattoli come regalo, mangiavamo pasta in bianco e prendevamo i vestiti alla Caritas. Ero io che facevo da mamma alla mia. Puntavo la sveglia e andavo a scuola da sola. Mi sono sempre arrangiata. Ho fatto la scuola di moda perché ero creativa e volevo trovare subito lavoro: mi sarebbe piaciuto laurearmi in lettere, volevo spezzare la catena e avere una vita diversa. Sono andata in Spagna per voltare pagina, lavoravo in un ristorante di lusso, sulla spiaggia. Quando sono tornata avevo 21 anni, sono andata a Milano, una ragazza, che oggi è la mia migliore amica, e sua mamma mi hanno ospitata. Sono stata un anno a casa loro, ho trovato lavoro, in piazza Duomo. Da lì in poi ho sempre lavorato nei negozi di moda. A 25 anni ho conosciuto il mio ragazzo. Siamo insieme da quasi 11».

Chiara sorride. «Tutto passa», è sempre stato il mio mantra. «A parte le malattie gravi, per il resto la vita è bellissima - dice -. La sofferenza cambia in meglio le persone, le rende più empatiche. Non voglio farmi compatire. È il mio passato che mi ha permesso di essere come sono. Se una persona ha un sogno, deve fare di tutto per realizzarlo». E lei l’ha fatto. Lavorava anche di notte. Si alzava presto, andava in negozio e frequentava la scuola di Massari, a Brescia. Ce l’ha fatta. Adesso con il furgoncino di Kiamadulce riesce a consegnare al domicilio torte decorate in ogni città (342/1760713;[email protected]), senza mai dimenticare chi ha bisogno . «Aiutare gli altri per me è giusto, quasi un obbligo - dice -. Infatti faccio anche la volontaria alla mensa Caritas, so cosa voglia dire trovarsi dall’altra parte. Io sono grata alla vita. Ognuno dovrebbe fare, nel suo piccolo, quello che può».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


© RIPRODUZIONE RISERVATA