“Ai se eu te pego” targata Lodi

C’è un lodigiano dietro il successo internazionale di Michel Telò, il musicista carioca autore di Ai se eu te pego, il tormentone radiofonico del momento, ascoltato l’ultima volta lunedì scorso durante lo show di Giorgio Panariello. L’etichetta che ha pubblicato il singolo è infatti la lodigiana Energy Productions, fondata esattamente trent’anni fa da Dario Raimondi Cominesi. Classe 1954, nato a Crespiatica ma residente a Lodi da sempre, Dario condivide con il socio Alvaro Ugolini la direzione di una delle etichette indipendenti più importanti d’Europa, la prima in Italia per numero di passaggi in radio, una fucina di giovani talenti che sforna ogni anno centinaia di successi techno, ambience e pop dance. Alle sue scuderie appartengono musicisti del calibro di Bob Sinclar e Benny Benassi, le sue compilation sono la colonna sonora di film campioni d’incassi (l’ultimo è il cinepanettone Vacanze di Natale a Cortina), il suo canale Youtube è il più cliccato d’Italia, con oltre cento milioni di visualizzazioni e ventiduemila iscritti. Un successo mondiale che ha a Lodi il suo cuore pulsante, nel piccolo ufficio dove Dario Raimondi trascorre la maggior parte delle sue giornate. Alle sette e mezza di sera non è raro trovarlo ancora seduto alla scrivania, pronto a raccontarci com’è cominciata la sua grande avventura: «Mi sono avvicinato alla musica da bambino, prima allo sgabello del pianoforte poi alle tastiere di alcuni gruppi rock del Lodigiano. Ho tenuto anche un paio di concerti all’Itis e al Bassi, poi cominciai a muovere i primi passi in radio, come speaker a Radio Milano 2». L’occasione della vita arriva all’inizio degli anni Settanta, quando Dario entra a far parte in qualità di disc jockey dello staff del Bell’s, storico locale lodigiano di viale Piacenza, frequentato da appassionati di tutta la Lombardia, capoluogo compreso. «Qualcuno mi notò e mi propose di andare a mettere dischi in alcune discoteche milanesi allora molto in voga, come il Privè, il Charly Max e il Nephenta, poi andai a Roma, alla consolle del Piper, dove conobbi il mio socio Alvaro Ugolini, assieme al quale fondai la Energy Productions. Era il 1982». Alla sede romana si aggiunsero ben presto gli uffici milanesi, più alcuni studi di registrazione frequentati dal top della musica italiana degli ultimi trent’anni, da Celentano alla Pausini, da Ramazzotti a Ivana Spagna. «Ma per quanto riguarda la produzione vera e propria, non ci siamo mai interessati alla musica italiana: il nostro core business è sempre stata la dance, anche se negli ultimi anni abbiamo dato vita ad alcune etichette dedicate alla musica elettronica d’ambiente, quella che piace ai vecchietti come me». Nonostante i successi e i traguardi raggiunti, Dario Raimondi non ha mai dimenticato di essere lodigiano, nemmeno durante gli anni dorati di Roma e Milano: «Amo molto la mia città e nei periodi in cui ero lontano da casa mi è mancata tanto: a Roma mi guardavano come un pazzo quando entravo dal pizzicagnolo in cerca di una vaschetta di mascarpone». Così, non appena la tecnologia ha permesso al settore discografico di gestire per via telematica la maggior parte delle attività, la Energy Productions ha fatto ritorno a Lodi: «Noi produciamo artisti provenienti da tutto il mondo, ma grazie a Internet possiamo farlo restando seduti nel nostro ufficio o addirittura da casa. Io ascolto musica da quando mi faccio la barba la mattina alla sera quando vado a dormire: se qualcosa mi colpisce, se un artista riesce a creare l’atmosfera giusta, allora vuol dire che ci sono buoni presupposti per tradurre il suo lavoro in un successo commerciale. Qualche volta mi sono sbagliato, qualche volta no, ma alla base del mio lavoro c’è sempre l’ascolto e naturalmente i miei gusti personali. Negli ultimi 45 anni ho ascoltato musica tutto il giorno, tutti i giorni festivi compresi». Abbiamo fatto il conto: fanno 5840 ore all’anno, 262.800 ore in tutto, 15 milioni e mezzo di minuti.


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