Dal Nepal al Lodigiano: le sfide di “mister Bhim”
Bhim Bahadur Bam

Dal Nepal al Lodigiano: le sfide di “mister Bhim”

Nelle “Quattro chiacchiere con il Cittadino” il racconto dell’allenatore-educatore che crede nel rispetto e nella convivenza

È un allenatore, innanzitutto, perché il calcio è una passione che gli scorre nel sangue fin da giovane, quando viveva ancora nel suo Nepal. Ma è anche un «educatore», come si definisce lui stesso, orgoglioso di declinare attraverso lo sport l’insegnamento dei valori migliori in cui crede. Lui è Bhim Bahadur Bam, 58 anni, di professione ricercatore, ma con una vita parallela spesa sui campi da calcio. Quelli del Lodigiano, dove vive da ormai tantissimi anni, e quelli del suo Paese natio, come racconta nella nuova puntata delle “Quattro chiacchiere con il Cittadino”, nell’edizione di venerdì 19 luglio.

Somaglia, Montanaso, Casalmaiocco, il San Bernardo a Lodi. E ancora la collaborazione con la Figc locale e un corso alla scuola della “Galassia Milan”. Sono alcune delle tappe fondamentali nella vita di questo “scienziato con la testa nel pallone” che assunto all’Eni nel lontano 1993 dopo una laurea in India e un dottorato a Bologna non ha mai abbandonato l’amore per il calcio, lui che «da classica ala guizzante e rapida» come giocatore sarebbe poi divenuto un tecnico, abbinando agli insegnamenti tecnico-tattici quelli etici ed educativi.

Se Sacchi, Trapattoni e Mourinho rappresentano i tre modelli di riferimento, lo scopo è soprattutto quello di educare i giovani alla vita: «Per me il calcio non è solo uno sport: è soprattutto convivenza in un gruppo. Attraverso l’applicazione delle regole, le cose buone arrivano da sé», spiega Bhim, non senza rammaricarsi per quei colleghi che «purtroppo pensano solo a vincere».

Ma “Mister Bhim” è diverso. E a dimostrarlo c’è anche l’impegno nel sociale, che lo ha visto fondare due associazioni a sostegno dei suoi connazionali in Italia. Sogni nel cassetto? «Sviluppare il calcio giovanile in Nepal. Lo cullo da tanti anni, ci sto provando con tutte le mie forze». Perchè al cuore non si comanda. E l’allenatore-educatore, trovata la felicità in Italia, vuole condividerla anche con i giovani della sua terra natia.

Leggi l’approfondimento sull’Edizione de Il Cittadino di Lodi in edicola venerdì 19 luglio

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