La dama di Dal Falco, un’eleganza araldica

Amedeo Anelli

Sotto il segno di Melusina, la donna serpente della leggenda medioevale, e di Raimondino e della sua fatale sorte, è questa seconda nitida raccolta di Nicola Dal Falco, che intreccia con la consistenza dei sogni e delle leggende, un orizzonte immaginale, in cui sacro e profano stanno in un equilibrio instabile e sostanzialmente figurale. In una struttura quadripartita, Nel Bosco, Alla fontana, Melusina, Raimondino, Dal Falco tesse la vicenda, ma non al modo di Caproni del Conte di Kevenhüller con la sua rapinosità metafisica, ma in una distesa quiete da sinopia e recuperando antiche sapienzialità ed un’eloquenza da stemmario araldico, nella eleganza della scrittura. Questi quadri divengono allora epifanie del sentire e della “pietas” immaginale. «La brezza che non senti sul viso / ma muove la cima / ai cipressi e mostra le cose / in petto all’allodola // far muro o straccio / all’aria che tocca / il mondo lo esplora / come un mare, / gettando uccelli / e foglie fin sul confine / estremo».

Nicola Dal FalcoLa dama alla fontanaLa Vita Felice edizioni, Milano 2017, pp. 94, 13 euro

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