Beth a ritroso nel tempo per dare speranza al futuro

Fr.Am.

Se sei una madre e tuo figlio giace in un letto di ospedale, l’unica cosa che può salvarlo è un trapianto di reni ma né tu né tuo marito, il padre del bambino, siete compatibili, non c’è molto da sperare. E infatti Beth, protagonista di questo drammone scritto con puntiglio dall’inglese Kathryn Hughes (il suo precedente La lettera vendette parecchio anche da noi) non sa come muoversi finché non scopre, da una vecchia lettera di sua madre morta, che in realtà è stata adottata. Il suo primo pensiero è: forse ci possono essere dei parenti biologici che possono salvare mio figlio. Sì, ci sono e nelle oltre 300 pagine del romanzo la donna compie un doppio viaggio: all’indietro, per ricostruire un passato che non conosce, e verso il futuro, per dare una speranza al figlio Jack. La Hughes è abile nel cesellare personaggi femminili.

Kathryn Hughes Il mio segretoEditrice Nord, Milano 2017, pp. 332, 16.60 euro

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