L’epopea di un Paese in una maglia rosa

Marco Pedrazzini

Così unite da non distinguere l’una dall’altro. La geografia di un Paese, l’Italia, la storia di uno sport, il ciclismo, hanno dato vita al Giro d’Italia. Settimana scorsa dalla Sardegna è scattata la corsa rosa numero 100: e in libreria, a firma di Giacomo Pellizzari scrittore e appassionato ciclista, esce Storia e geografia del Giro d’Italia. Il libro ripercorre i momenti significativi della lunga epopea fatta di uomini e biciclette che ha visto il suo primo colpo di pedale alle 2.53 del mattino del 13 maggio del 1909, in piazzale Loreto a Milano. L’autore ha creato il suo Giro immaginario, diviso in 21 tappe, unendo nomi di località divenute santuari per le due ruote: il Gran Sasso, il Gavia, Milano, lo Stelvio, affrontato per la prima volta il 1 giugno 1953, quando Fausto Coppi va in fuga e conquista la frazione e, per l’ultima volta, il Giro. «Gambe lunghe, affusolate, magrissime, quelle di Fausto. Sembrano le protuberanze metalliche di una ruspa più che gli arti di un corpo umano, ideali per spingere rapporti duri su strade infinite come questa», scrive Pellizzari. E il Campionissimo pedala in copertina davanti a tutti.

Giacomo PellizzariStoria e geografia del Giro d’ItaliaUtet, Novara-Milano 2017, pp. 235, 15 euro

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