Il viaggio devozionale sulle orme di Cristo

Fabio Francione

Dopo il misticismo esoterico di Jung e le virtù del Capitale di Marx, illustrate da Gioni e da Enwezor nelle ultime due Biennale, è il Padiglione Italia con Roberto Cuoghi a recuperare un fortunato libretto devozionale che ebbe straordinaria fortuna in Occidente dal Medioevo al primo Novecento: Imitazione di Cristo. Vi sarà tempo per spiegare la voltura artistica intellettuale di Cuoghi, mente ora lo si segnala ad ampi cenni recuperandolo dalle ultime due edizioni, Garzanti di due anni fa e Giunti del 2016: la prima curata da Brunetto Salvarani, la seconda introdotta da Stella Mora. Vi è anche una terza, pubblicata dalla Bur nel 1974 che ha una profetica introduzione di Elemire Zolla che merita di essere letta. Al di là delle attribuzioni (il conservare l’anonimato fa assomigliare questi precetti a una di quelle cattedrali medievali che innervano esistenze e pensiero collettivo di intere comunità), l’Imitazione di Cristo può ancora parlare all’uomo contemporaneo? Di certo, il cortocircuito innescato dalla lettura e dall’opera di Cuoghi proverà a verificarlo.

Brunetto Salvarani (a cura di)Imitazione di CristoGarzanti, Milano 2015, pp. 336, 16 euro

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