David Maria Turoldo, la liturgia della poesia

Amedeo Anelli

Dell’occasione della scrittura, fra il 1962 e il 1964, di questi commenti alla liturgia di David Maria Turoldo, ne dà conto Carlo Santunione nella sua introduzione. Per chi come il sottoscritto ha avuto la fortuna di conoscere Turoldo e di ascoltarlo in pubblico, l’aspetto dell’improvvisazione, della «manducazione della parola« per dirla alla Jousse e della conseguente incarnazione nella scrittura, se lo figura vivo, in questi testi, che molto devono alla resa orale. Giustamente Alessandro Zaccuri, nella sua prefazione, si sofferma sulla grana della voce, così come si cristallizza nella scrittura di questo grande uomo di fede e poeta religioso del Novecento. Questi piccoli testi sono ricchi di inventiva, di profondità e di immediatezza di consigli e buone immagini. Anche quelle che evoca a chi l’ha conosciuto il ricordo del «vocione che violentava il silenzio», la gesticolazione e la fisicità dell’oratore.

David Maria TuroldoLe stelle in camminoEDB Edizioni, Bologna 2017, pp. 82, 8.50 euro

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