Primo Levi, il volto e la voce tra letteratura e televisione

F. Fr.

Non è mai stato facile il rapporto degli scrittori con la televisione. In molti la snobbarono al suo apparire, un po’ come avevano fatto con il cinema degli albori, frequentato solo per ragioni economiche. In pochi furono a credere nei media. Esempio è il tardo Moravia, che dopo l’impennata di vendite di uno dei suoi romanzi seguita alla sua ospitata a Domenica in, voleva tornarvi a ogni puntata. Chi invece ebbe subito contezza del mezzo fu Primo Levi, che dal 1963, l’anno del successo de La tregua alla morte, avvenuta tragicamente nel 1986, attraverso interviste, servizi, telefilm, reportage ha saputo far del suo racconto e dei temi a lui cari – la deportazione, la zona grigia, Auschwitz, la scienza e la fantascienza come la natura e gli animali - il raggiungimento di un ulteriore grado di comprensione e divulgazione della sua opera.

Primo LeviIl veleno di Auschwitz. Il volto e la voce (...)Marsilio, Venezia 2016, pp. 52, 15 euro. Libro e dvd

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